Leggere&scrivere, braccio di ferro Vibo-Tropea. Rodolico: "Scippo inaccettabile"
Sul nome del Festival fioccano le polemiche e si scaldano gli animi . Il Presidente del Consiglio comunale della "Perla del Tirreno" Sandro D'Agostino parla di "becero campanilismo"
di TONINO FORTUNA
Nuova conferenza stampa e nuova polemica. Le parole del sindaco di Vibo Elio Costa alzano un altro polverone. Si rischia di parlare ancora per giorni della presentazione della proposta di legge messa a punto dal consigliere regionale Giuseppe Mangialavori, finalizzata all'istituzionalizzazione del Tropea Festival Leggere&Scrivere. Il primo cittadino del capoluogo, presente all'iniziativa, ha esplicitato ieri il suo intento. Costa vorrebbe che prima il nome di Vibo venisse affiancato e in un secondo momento sostituito a quello della perla del Tirreno, peraltro ben più conosciuta sul piano internazionale. Affermazioni non condivise dallo stesso Mangialavori che già nella serata di ieri si era precipitato a puntualizzare di "non pensarla allo stesso modo".
A fargli eco, ovviamente, numerosi esponenti politici della città di Tropea, con in testa il sindaco Giuseppe Rodolico. "Se Vibo vuole perpetrare questo scippo, faccia pure - ha detto questa mattina a Zoom24 il principale inquilino di palazzo "Sant'Anna"- Se questo è il loro intento, si creino un festival tutto loro". Parole al vetriolo seguite da una serie di considerazioni: "Tropea ha una sua storia e continuerà a lavorare per mettere a punto il festival nato nella nostra città". Quindi ha ironizzato: "Non so se Costa troverà supporto politico da destra e da sinistra per riuscire nel suo intento. Che mettano in piedi il "Vibo festival", noi andremo comunque avanti per la nostra strada".
Intanto, l'atmosfera si scalda. Il presidente del Consiglio comunale Sandro D'Agostino prende immediatamente le distanze da quella che definisce "la becera proposta del sindaco di Vibo, esempio di un campanilismo piccolo piccolo, di una visione provinciale che condanna la città di Vibo Valentia all'anonimato che gli è proprio". Pesantissimo l'affondo: "Si rende conto il sindaco Costa che al fuori della provincia di Vibo Valentia, la sua città, è sconosciuta e che il festival ha funzionato perché legarlo al nome di Tropea ha costituito un vero e proprio brand?" Frecciata anche al presidente del Sistema bibliotecario vibonese Gilberto Floriani: "Spero - ha attaccato D'Agostino -che chiarisca i suoi propositi nel più breve tempo possibile, diversamente sarà la città di Tropea a chiarire a lui e al sindaco Costa molti aspetti in merito alla futura organizzazione del festival Tropea leggere&scrivere".
