Amministrative 2016, focus dell'Antimafia sulle liste: una quindicina gli "impresentabili"
Situazione delicata soprattutto a Platì dove ci sarebbe la conferma nelle liste di persone legate alle famiglie più note della 'ndrangheta
Lo screening ha riguardato circa 4 mila candidati e ha coinvolto anche le attività di Prefetture, Dia, caserme dei carabinieri. Ne è emerso, riferiscono fonti parlamentari, un quadro in cui alcuni nomi presenti nelle liste 'vistate' risultano incandidabili per la legge Severino e altri in ogni caso contigui alle cosche per cui si procederà ad una moral suasion da rivolgere ai partiti.
I comuni nel "mirino". Si tratta di 15 comuni, dislocati in 5 regioni (Lazio, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Liguria): Roma, Sant'Oreste e Morlupo (entrambi a Roma), Battipaglia (Salerno), Trentola Ducenta e Villa di Briano (Caserta), Scalea (Cosenza), Ricadi e Joppolo (Vibo Valentia), Badolato e San Sostene (Catanzaro), San Luca e Platì (Reggio Calabria), Finale Emilia (Modena), Diano Marina (Imperia).
Il "caso" Platì. Una quindicina, secondo quanto si apprende, i nomi che dai riscontri risulterebbero "non a norma". Numeri ridotti, quindi, rispetto all'anno scorso, e nessun caso - aggiungono le stesse fonti - che possa pesare sull'esito delle amministrative. Situazione delicata soprattutto a Platì dove si è ritirata la candidata del Pd e dove ci sarebbe la conferma nelle liste di persone legate alle famiglie più note della 'ndrangheta.
Il report. La commissione Antimafia presenterà oggi gli esiti del lavoro svolto riguardo ai comuni sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso. L'ufficio di presidenza ribadirà, sottolineano fonti parlamentari, che è necessario dotarsi di strumenti maggiormente efficaci, che occorre una banca dati maggiormente accessibile per il controllo dei cosiddetti 'impresentabili', ma di fatto confermerà la fotografia illustrata nelle scorse settimane. E' stata la presidente Bindi, nella relazione sulla "Trasparenza delle candidature in vista delle comunali" ad invitare le forze politiche "a darsi codici etici e strumenti per selezionare la classe dirigente, soprattutto quando si vanno a ricoprire incarichi istituzionali e amministrativi in istituzioni così esposte come i comuni" e a lanciare l'allarme "perchè le amministrazioni locali sono il primo varco di penetrazione delle mafie nella politica e nella pubblica amministrazione".
