Corruzione, annullata la condanna per l’ex sindaco (NOME)
La Cassazione accoglie il ricorso della difesa e della Procura Generale contro la sentenza d’appello. Annullamento con rinvio
Colpo di scena nel processo nato dall’inchiesta «Genesi». La sesta sezione della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali dell’ex sindaco di Rende e noto penalista, Marcello Manna, annullando con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Salerno il 18 giugno 2025. Una decisione, quella degli ermellini, che allinea il verdetto alla richiesta avanzata dalla stessa Procura Generale e che rimette in discussione l’intero impianto accusatorio.
Al centro della vicenda giudiziaria vi è il presunto episodio corruttivo che avrebbe coinvolto Manna e l’ex magistrato Marco Petrini. L’accusa originaria sosteneva che il penalista avesse consegnato una tangente al giudice – ripresa in un video del 30 maggio 2019 – per ottenere l’assoluzione di un suo assistito in un processo per omicidio.
Se in primo grado entrambi erano stati condannati a 2 anni e 8 mesi per corruzione in atti giudiziari, la Corte d’Appello aveva successivamente riqualificato il reato in "corruzione per l’esercizio della funzione", riducendo la pena a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni.
Proprio questa riqualificazione era stata duramente contestata dagli avvocati difensori, Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza. Secondo i legali, la sentenza di secondo grado appariva "cervellotica" e "contraddittoria": pur escludendo il nesso diretto con il processo di omicidio, i giudici salernitani non erano stati in grado di indicare per quale altra attività concreta fosse avvenuto lo scambio illecito.
Il verdetto della Cassazione conferma ora i dubbi sollevati dalla difesa, sancendo l'infondatezza logica della precedente condanna. «L'annullamento rappresenta il culmine di un percorso volto a dimostrare l'estraneità ai fatti», hanno dichiarato i difensori di Manna. Ora la parola torna alla Corte d’Appello di Salerno per un nuovo giudizio, che dovrà riesaminare il caso attenendosi ai rilievi formulati dalla Suprema Corte.
