'Ndrangheta, deve rispondere di associazione mafiosa: imputato rimesso in libertà
La Seconda Sezione Penale della Corte d’Appello di Reggio Calabria, accogliendo un’istanza presentata dagli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino, ha rimesso in libertà Angelo Rullo, ritenuto partecipe del “locale” di Frauenfeld condannato dal Tribunale di Locri, in primo grado, alla pena di anni 12 di reclusione.
La decisione della Corte territoriale arriva dopo la sentenza di annullamento senza rinvio pronunciata, lo scorso 29 novembre, dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione con riferimento ai coimputati Antonio Nesci e Raffaele Albanese, che sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Angelo Rullo, al pari degli altri imputati, era stato tratto in arresto a seguito dell’ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.
I giudici di secondo grado, su parere favorevole della procura Generale, pur senza prendere posizione in ordine al requisito della capacità di intimidazione in territorio elvetico del presunto sodalizio mafioso, ha ritenuto non più sussistenti le esigenze cautelari e questo riguardo al fatto che, oltre all’assoluzione dei coimputati Nesci e Albanese decretata dalla Corte di Cassazione, altra Sezione della Corte d’Appello di Reggio Calabria, avesse rimesso in libertà i coimputati del Rullo giudicati in primo grado con rito abbreviato e dunque ricorreva anche un’esigenza di parità di trattamento con gli altri imputati che rispondono del medesimo addebito a piede libero. A piede libero, dunque, Angelo Rullo aspetterà la decisione del giudizio d’appello.
