Rapina sventata a Pizzo Calabro da turisti tedeschi, Tribunale assolve l'imputato
Assoluzione per incapacità di intendere e volere al momento della commissione del fatto. Questo il verdetto del Tribunale collegiale di Vibo Valentia per Ercole Facciolo
Assolto perchè incapace di intendere e volere al momento della commissione della tentata rapina. Questa la sentenza emessa dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia poco le ore 13 nei confronti di Ercole Facciolo, 46 anni, di Pizzo Calabro, al termine del processo con rito abbreviato condizionato richiesto dal suo avvocato Francesco Rombolà. L'imputato era stato arrestato ad ottobre per tentata rapina ai danni di una donna della cooperativa che gestisce il servizio di accoglienza e informazione turistica della chiesetta di Piedigrotta. L’uomo, secondo l’accusa, ha aggredito la donna minacciandola con un coltello al fine di farsi consegnare dei soldi. Alcuni turisti tedeschi che in quel momento stavano visitando la Chiesetta di Piedigrotta hanno tentato di fermare Facciolo ed uno dei turisti è pure rimastoferito in modo lieve ad un orecchio. Il 46enne di Pizzo, prima di darsi alla fuga nella vicina spiaggia, aveva continuato a minacciare i presenti con un legno. Sul posto erano alla fine giunti i carabinieri della locale Stazione che avevano arrestato Facciolo che nel frattempo si era nascosto fra le barche.

La perizia. Era stato l'avvocato Francesco Rombolà a chiedere per l'imputato una perizia medico-legale capace di accertare la capacità di intendere e volere dell'imputato al momento della commissione del fatto. Il perito nominato dal Collegio, Gianfranco Romano, ha quindi spiegato stamane in aula che l'imputato ha attualmente la capacità di stare in giudizio perchè si sta sottoponendo a delle cure, ma al momento della commissione della rapina aveva interrotto la terapia alla quale è sottoposto da anni, tanto che è stato riconosciuto invalido al 100% dall'Asp. L'imputato, affetto da scompensi psico-patologici, è stato quindi ritenuto assolutamente incapace di comprendere all'epoca della rapina ciò che stava facendo, attesa anche le modalità della stessa, consumata all'improvviso, a volto scoperto, dinanzi a tutti, nei confronti di una persona che conosceva e che è stata poi ascoltata dai carabinieri per la ricostruzione di quanto accaduto.
Le richieste del pm. Pure il pm Benedetta Callea, alla luce della perizia del professor Romano e della deposizione della persona offesa, aveva chiesto al Tribunale l'assoluzione per Facciolo perchè non imputabile al momento del fatto. Il Tribunale collegiale presieduto dal Lorenzo Barracco, dopo una breve camera di consiglio, ha quindi assolto l'imputato disponendo per lui la totale scarcerazione dagli arresti domiciliari.(g.b.)
