Nella mattina di ieri un anziano con problemi psichiatrici ha chiesto assistenza all'interno della sede comunale, palazzo "Luigi Razza", a Vibo Valentia. L'uomo, a quanto si apprende, sarebbe stato lasciato lì dalla figlia con la "speranza" che il Comune si occupasse di lui. C'è stata quindi della confusione, con la presenza in contemporanea degli assistenti sociali, dell'Asp, della polizia municipale e dei carabinieri.

Una volta che i medici dell'Azienda sanitaria hanno stabilito di non poter prevedere un Tso (Trattamento sanitario obbligatorio, ndr) in quanto soggetto non pericoloso, la competenza è passata agli assistenti sociali che si sono attivati per trovare una struttura che potesse accoglierlo. C'era però un problema: l'emergenza sanitaria in corso. Senza un tampone che attesta la negatività al Coronavirus, infatti, non è possibile per le strutture accogliere nuovi ospiti.

Alla fine l'uomo è stato ricoverato, momentaneamente, all'interno dell'ospedale "Jazzolino", in attesa che gli venga effettuato il tampone molecolare. Per poi, una volta avuti i risultati - si spera il prima possibile - avere le cure necessarie all'interno di un'apposita struttura.