"È indispensabile evitare, soprattutto in Calabria, che l'emergenza sanitaria ed economica creata dal Covid19 si trasformi in un'occasione di profitto per le organizzazioni criminali danneggiando ulteriormente le tante imprese che hanno sempre lavorato in maniera lecita ed onesta". Ad associarsi all'allarme lanciato da magistrati e associazioni antimafia è ora anche Legambiente, che in una nota afferma: "Pochi giorni fa, il Governo ha approvato un decreto legge che, per come dichiarato dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, darà liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese italiane, piccole, medie e grandi. Tuttavia, il nuovo decreto, nell'encomiabile obiettivo di prevedere varie misure dirette ad assicurare la continuità delle imprese nella fase emergenziale, desta sotto diversi aspetti preoccupazioni se osservato 'nella prospettiva delle politiche di prevenzione criminale' per come affermato dai procuratori capo di Milano e Napoli Francesco Greco e Giovanni Melillo che hanno chiesto urgenti correzioni di rotta".

I problemi del decreto. "L'articolo 13 comma 5, infatti, prevede la possibilità che il credito sia concesso anche alle imprese per le quali non è possibile l'immediato rilascio della certificazione antimafia, riservandosi, successivamente, se dovessero sussistere cause interdittive, di revocarlo, mantenendo comunque la garanzia dello Stato. La denuncia 'forte e chiara' sui rischi che sta correndo il Paese, arrivata da parte della magistratura è condivisa dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani che ha chiesto, inoltre, al Governo che tra i delitti per i quali non è possibile beneficiare di alcun sostegno pubblico ci siano i delitti ambientali introdotti nel codice penale dopo oltre venti anni di lotte dell'associazione ambientalista".

Rischio 'ndrangheta si avvalga dei finanziamenti statali. "La situazione rischia di essere particolarmente - prosegue la nota - grave in Calabria, per come si evince anche dalle dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri nel lanciare l'allarme sulle possibili ingerenze della mafia nella gestione degli aiuti economici ad imprese e famiglie contenuti nel decreto liquidità. Si tratta di forti preoccupazioni condivise e rilanciate anche da Legambiente Calabria poiché, per come sottolineato dalla vice-presidente Anna Parretta, sussiste il rischio potenziale ma enorme che, a causa delle lacune del sistema, possano avvalersi delle garanzie dello Stato e dei finanziamenti previsti dal decreto ministeriale anche imprese affiliate o vicine alla 'ndrangheta".

Aiuti non vadano a chi sotto processo per ecoreati. Legambiente ha lanciato al riguardo, attraverso il responsabile dell'Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità Enrico Fontana, un appello, condiviso da Legambiente Calabria, "affinchè non ricevano finanziamenti garantiti dallo Stato imprenditori sottoposti a procedimenti giudiziari in materia di ecoreati. Sarebbe infatti insostenibile, soprattutto in un momento storico come questo nel quale il Coronavirus ha reso evidente a tutti l'importanza della tutela ambientale per la nostra stessa sopravvivenza, che lo Stato possa sostenere economicamente imprenditori che hanno accumulato, nel tempo, ingentissimi profitti illeciti distruggendo l'ambiente e compromettendo la salute dei cittadini".

Impedire che eco-mafiosi sfruttino l'emergenza. "Occorre assolutamente impedire - conclude Legambiente - che la fase emergenziale che stiamo vivendo, come è già accaduto nel nostro Paese per altre emergenze come i rifiuti o i terremoti, diventi una fonte di affari per eco-mafiosi ed eco-criminali".