«Nella vita non sono uno che le manda a dire, non lo sono mai stato e non lo sarò neanche che questa volta. Non mi è piaciuto il metodo usato dal segretario provinciale, Giovanni Di Bartolo, nell'approccio a queste elezioni provinciali che vedono il primo partito del centrosinistra nella provincia di Vibo non avere mai portato al tavolo della discussione la possibilità che un sindaco del Partito democratico fosse candidato a presidente della Provincia». È Stefano Soriano, capogruppo del Pd a Vibo Valentia, ad intervenire sulla vicenda dopo l'intervento di Luigi Tassone (CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO).

«Non ne faccio una questione di campanilismo politico ma di metodo. Un metodo che non mi ha convinto e che credo non abbia convinto molti amministratori. - ha asserito - Tuttavia nel momento in cui c'è il peggior centrodestra di sempre nella nostra provincia con rispetto e senso di appartenenza verso il nostro partito nonché in virtù del percorso condiviso nei cinque anni di amministrazione provinciale targata De Nisi con Giuseppe Condello, sosterrò la sua candidatura a presidente della Provincia per dare il mio contributo alla caratterizzazione progressista e riformista a quella che spero sia una coalizione che sta trovando la condivisione totale di tutte le forze progressiste e riformiste della nostra provincia».

«Un progetto politico definito e chiaro, capace di unire tutte le forze che non si rivedono a tutti i livelli, dal nazionale al regionale fino al locale, nel centrodestra che governa in questo momento questa regione ed il mio comune e che provi a dare scacco ad una destra che finora è sembrata imperante sebbene, soprattutto a queste latitudini, abbia prodotto poco o nulla per il territorio e per i suoi cittadini. Ogni ulteriore discussione interna al nostro partito la rinvio responsabilente agli organismi interni che di certo saranno da me sollecitati ad affrontare una situazione che è diventata politicamente insostenibile», ha concluso Stefano Soriano.