La latitanza di Bruno Vitale, 29 anni, si è interrotta tra i confini della Svizzera. Il giovane, ritenuto un elemento di rilievo legato alla potente cosca Gallace di Guardavalle, era sfuggito alla cattura circa un anno fa, quando era scattata la maxi-operazione "Ostro", coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.

L'arresto è il frutto di una complessa attività di intelligence che ha visto gli investigatori italiani lavorare fianco a fianco con le autorità elvetiche, confermando ancora una volta come il territorio svizzero sia spesso utilizzato come rifugio o snodo logistico dalle consorterie calabresi.

L'inchiesta "Ostro" aveva decimato la rete criminale della cosca, portando all'arresto di 44 persone tra Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia. Un blitz imponente, condotto dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e dal Ros, che aveva messo a nudo gli interessi dei Gallace nel traffico internazionale di stupefacenti e in altre gravi attività illecite su scala nazionale.

La localizzazione di Vitale rappresenta un tassello fondamentale per chiudere il cerchio attorno ai fuggitivi dell'indagine. Le autorità svizzere, attivate dai canali di cooperazione giudiziaria, hanno fornito il supporto necessario per individuare il ventinovenne e assicuralo alla giustizia.

Con il suo fermo, gli inquirenti assestano un nuovo colpo alla capacità operativa della cosca Gallace, da tempo nel mirino della Dda guidata dal procuratore facente funzioni e dai suoi sostituti per la pervasività del clan nei territori del basso Jonio catanzarese e nelle proiezioni extra-regionali. Per Vitale sono ora state avviate le procedure di estradizione per il rientro in Italia, dove dovrà rispondere dei reati contestati nel provvedimento restrittivo.