Busta paga di 1 euro della prof precaria: scoppia il caso
Ricevere un cedolino con appena un euro di stipendio può sembrare un errore, ma per una docente di una scuola media di Frattamaggiore si è rivelata una triste realtà. La cifra simbolica sarebbe il risultato di conguagli fiscali, anche se l’insegnante assicura di non aver mai percepito somme extra in passato. Il fenomeno, purtroppo, non è isolato e sta colpendo numerosi docenti e personale ATA in tutta Italia.
Il caso riguarda una supplente precaria da sette anni, idonea al concorso del 2020 ma rimasta bloccata da graduatorie congelate per il PNRR. Senza alcun preavviso, si è ritrovata con trattenute che le hanno quasi azzerato lo stipendio, impedendole di far fronte alle spese quotidiane. "Se almeno ci fosse stata una rateizzazione, sarebbe stato più sostenibile", ha dichiarato, aggiungendo che molti colleghi stanno valutando azioni legali.
Episodi simili sono stati segnalati anche a Udine, Gorizia e Palermo, dove diversi insegnanti hanno ricevuto stipendi ridotti all’osso. Il problema evidenzia un sistema fiscale che penalizza in modo sproporzionato i precari, senza fornire strumenti di tutela adeguati.
La Uil Scuola e l’Anief parlano di "accanimento fiscale", denunciando la mancanza di comunicazione e la totale assenza di soluzioni alternative. I sindacati chiedono un intervento del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Istruzione per introdurre misure correttive, come la rateizzazione delle somme dovute, ed evitare che situazioni simili si ripetano.
Il conguaglio fiscale, che dovrebbe bilanciare le imposte trattenute in eccesso o in difetto, si sta trasformando in un vero incubo per molti lavoratori della scuola, rendendo il precariato ancora più instabile e difficile da sostenere.
