Richiesta di rinvio a giudizio per tecnici del Comune e imprenditori. Contestati i reati di omissione d'atti d'ufficio ed invasione di terreni 

Dieci richieste di rinvio a giudizio per i lavori nell'alveo del torrente "Rio Zucchi" a Spadola, nel Vibonese. La richiesta di processo da parte del pm della Procura di Vibo Valentia, Michele Sirgiovanni, interessa tecnici del Comune di Spadola ed imprenditori. La contestazione di omissione d'atti d'ufficio riguarda 7 responsabili pro-tempore dell'Ufficio Tecnico del Comune di Spadola. Si tratta di: Bruno Filardo, 66 anni, di Spadola; Giuseppe Parise, 53 anni, di Serra San Bruno; Francesco Teti, 63 anni, di Filogaso; Nicola Vavelà, 60 anni, di Spadola; Giuseppe Barbara, 44 anni, di Spadola; Cosimo Piromalli, 46 anni, nativo di Vibo, ma residente a Gioia Tauro; Vittorio Procopio, 47 anni, di Davoli. Tali indagati, secondo l'accusa, non avrebbero adottato alcuna attività di vigilanza o provvedimenti urbanistici ed edilizi, nè alcun provvedimento impositivo o di divieto a seguito dell'avvenuta esecuzione di lavori ed opere nel 2013 nell'alveo del torrente da parte degli imprenditori Tassone. Tali lavori, ad avviso dei carabinieri della Stazione di Serra San Bruno e del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Serra, sarebbero stati realizzati sul demanio idrico, comportando in tal modo la modifica e l'alterazione degli argini e la copertura (tombinatura) del corso d'acqua. Tali interventi, secondo gli investigatori, sono da considerarsi "vietati in modo assoluto".

Carabinieri e Corpo forestale

Gli imprenditori indagati per il reato di invasione di terreni per i quali il pm ha chiesto al gup il rinvio a giudizio sono: Bruno Tassone, 58 anni, rappresentante dell'impresa “Fratelli Tassone” di Spadola il quale secondo l'accusa avrebbe occupato il suolo demaniale realizzando direttamente nell'alveo del torrente “Rio Zucchi” dei muretti in cemento armato al fine di consolidare gli argini del corso d'acqua. Lo stesso Bruno Tassone è quindi accusato di aver realizzato un gazebo, una tettoia ed un basamento in cemento con varco di accesso diretto nell'alveo del torrente; Gabriele Tassone, 56 anni, titolare dell'omonima impresa di Spadola, e Antonio Tassone, 38 anni, dell'impresa “Mastro Gabriele”, anche questa con sede a Spadola. In questo caso, il pm contesta ai due indagati di aver occupato il suolo demaniale idrico del torrente con muretti e coprendo l'alveo del corso d'acqua con lastroni di cemento armato, oltre a realizzare un muro di recinzione in blocchi cementizi - sempre nell'alveo del torrente attraversandolo trasversalmente - al confine con l'insediamento commerciale della ditta “Fratelli Tassone sas”. Alle indagini hanno partecipato anche gli uomini della sezione di polizia giudiziaria (gruppo Tutela Ambiente e territorio) della Procura. Nel collegio di difesa ci sono gli avvocati: Fortunato Scopacasa, Ercole Massara, Domenico Barillari, Giuseppe Di Renzo, Giuseppe Mercurio e Salvatore Vono. (g.b.)