Indagano i carabinieri della Compagnia di Soverato sull'intimidazione subita dall'azienda agricola di Giuseppe Rotiroti, vice presidente del Gal "Serre Calabresi" e presidente del consorzio per la tutela e la valorizzazione della nocciola di Calabria. La notte fra lunedì e martedì ignoti hanno incendiato un mezzo agricolo, andato completamente distrutto.


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"Essere protagonisti attivi del sistema agricolo in Calabria - si legge in una nota della Confagricoltura regionale, di cui Rotiroti è dipendente - non è semplice. Non lo è per difficoltà legate alla situazione generale di una regione perennemente in ritardo, per il gap infrastrutturale che ci affligge da sempre, per condizioni climatiche che se per un verso ci aiutano nel dar vita a prodotti impareggiabili, per l'altro ci obbligano sempre più spesso a fare i conti con danni e devastazioni. Ma non lo è soprattutto perché gli imprenditori, agricoli e non solo, sono frequentemente costretti a subire il cinico e vergognoso protagonismo criminale di soggetti che agiscono nell'ombra, che si insinuano - al riparo della notte - nelle aziende e con schifose e note modalità pensano di piegare la volontà di chi lavora ed allo stesso tempo, con sacrifici, idee, passione ed entusiasmo, contribuisce allo sviluppo ed al benessere di tutti.

"L'intimidazione subita da Torre di Ruggiero dall'azienda della famiglia Rotiroti - scrive la confederazione agricola - è l'ennesimo caso di un lungo elenco di gesti criminali che colpiscono la serenità di un imprenditore, di un'impresa, di una famiglia".