Il sindacato rivolge l'ennesimo monito alla nuova ditta e all'Amministrazione comunale. Lunedì i lavoratori torneranno nell'aula del Consiglio comunale per chiedere sostegno alla politica.

La gestione della raccolta rifiuti continua ad agitare le acque al Comune di Vibo Valentia. Lo Slai Cobas non intende abbassare il livello di guardia. E il segretario provinciale Nazzareno Piperno non si fa illudere dai cambiamenti in atto. "E' certamente buona cosa che l'assessorato all'Ambiente - spiega il sindacalista in una nota - abbia un nuovo titolare a Vibo Valentia e, dai primi passi fatti, siamo fiduciosi in quel che di buono il nuovo Assessore sarà in grado di fare.  Il problema però resta sempre lo stesso, nonostante quelle che la stampa in questi giorni ha riportato quali “buone intenzioni della ditta” in merito all'assorbimento degli operai ancora non transitati alle sue dipendenze. Buone intenzioni desumibili, si legge, dall'operato della ditta che ha già provveduto all'aumento di alcune ore di lavoro per gli autisti, assumendo 56 lavoratori di cui 5 (e non 6) a tempo determinato".

Occupazione. Il problema è che si continua a parlare di "mancanza per alcuni operai del requisito della continuità occupazionale (i famosi 240 giorni alle dipendenze della ditta uscente) dimenticando del tutto di considerare gli obblighi per tale ditta di assumere 70 unità. Obblighi nascenti direttamente dal famoso accordo prefettizio del 21 agosto 2014.  Ciò che in quella occasione successe troppo facilmente, a nostro avviso, viene dimenticato da tutte le parti in causa. Forse perchè è più comodo dimenticare il sacrificio di fatto “imposto” ai lavoratori - attacca Piperno - che dovettero rinunciare a parametri e livelli e a ben due ore di lavoro in cambio del mantenimento di un livello occupazionale, in prima battuta, di almeno 70 unità. Livello gradualmente raggiunto nel tempo dalla Progettambiente che colpevolmente scaglionò le assunzioni ma che non fa ora certamente venir meno l'obbligo giuridico di chi è subentrato ad essa di raggiungere perlomeno lo stesso numero di occupati. Perchè questo è ciò che nasce dall'accordo e perchè solo questo aveva determinato le sanguinose rinunce effettuate dai lavoratori che, in caso contrario, non sarebbero state accettate".

Il monito. Da qui il solito richiamo all'amministrazione comunale: "Gli accordi, se siglati, vanno rispettati da tutte le parti in causa e se gli occupati dovevano essere 70 con la Progettambiente, 70 dovranno rimanere con l'Ased o chiunque altro si succederà nella gestione del servizio a Vibo Valentia. Il resto sono parole. Così come – e veniamo così agli altri punti di contrasto – non bisogna dimenticarsi dei precisi obblighi che l'Amministrazione Comunale assunse in quell'occasione di fatto “impegnando” risorse economiche per un bando che avrebbe dovuto assorbire i lavoratori in quel momento esclusi dal novero dei 70 e rimasto lettera morta con l'Amministrazione Comunale che, addirittura ha avviato le procedure per affidamento ad altri del servizio per la pulizia e manutenzione del verde pubblico che rappresentava, invece, lo spazio ideale per avviare nuovamente al lavoro, per come promesso e sancito, anche questi operai. Per non dimenticare infine la necessità di aumentare le ore di lavoro di tutti indistintamente i lavoratori ( e non solo degli autisti), sia per ricondurre le loro retribuzioni in limiti accettabili e sia per avere un monte ore finalmente sufficiente ad assicurare un servizio soddisfacente ed idoneo ai reali bisogni della città". Bisogni che non possono essere soddisfati "con il numero attuale di occupati - da qui la necessità di assumere ancora chi ne ha comunque diritto – e con il ridotto numero di ore ad oggi lavorate – part-time a quattro ore di tutti gli operatori".

Urgono chiarimenti. Non manca certo la tenacia ai lavoratori. "Lunedì 25 gennaio 2016, in occasione della prossima riunione del Consiglio Comunale - conclude lo Slai Cobas -  parteciperemo direttamente alla seduta del consesso chiedendo l'appoggio di tutti i rappresentanti politici comunali – che già nello scorso luglio, con una delibera rimasta finora solo sulla carta, si erano espressi a favore dell'occupazione – e per ottenere dai rappresentanti del potere esecutivo prima i chiarimenti del caso e, dopo, il rispetto degli impegni assunti".