Il provvedimento segue l’ulteriore sequestro patrimoniale - finalizzato alla confisca - per complessivi 25 milioni di euro. Nel mirino due società riconducibili ai clan

I militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, su ordine
della Direzione distrettuale antimafia reggina, hanno sequestrato i compendi aziendali di due società commerciali con sede legale Taurianova, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Nel mirino delle fiamme gialle sono finiti Carmelo Sposato di 43 anni e Giovanni Vincenzo Surace di 35 anni recentemente colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati, tra gli altri, di associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito dell’operazione di polizia “Terramara Closed”. Il provvedimento segue l’ulteriore sequestro patrimoniale - finalizzato alla confisca - per complessivi 25 milioni di euro (tra compendi aziendali e quote societarie di 21 società commerciali, unità immobiliari, terreni, beni mobili e rapporti finanziari) eseguito nei giorni scorsi.

Operazione Terramara.  Il Nucleo di polizia tributaria della guardia finanza – per i particolari profili legati agli accertamenti economico patrimoniali – unitamente alla Squadra Mobile della Questura e al Reparto operativo dell’Arma dei carabinieri  di Reggio
Calabria, in costante coordinamento tra loro e sotto la direzione della Dda, avevano svolto articolate, complementari e convergenti attività investigative finalizzate ad individuare i vertici – e il patrimonio illecitamente accumulato – dell’articolazione territoriale della cosca di ‘ndrangheta “Zagari- Fazzalari – Viola” (attiva nel mandamento tirrenico della provincia reggina e prevalentemente operante nel comune di Taurianova e zone limitrofe) nonché a riscontrare diverse condotte di intestazione fittizia di aziende e di estorsione ai danni di imprenditori locali e imprese vincitrici di appalti nel territorio di egemonia della  consorteria. Le investigazioni, sviluppate nell’arco temporale 2012-2016, hanno messo in luce sia gli aspetti strutturali, sia quelli dinamici dei gruppi mafiosi “Sposato” - operante in Taurianova e comuni limitrofi - e “Maio-Cianci” - operante nella vicina San Martino (RC) - appartenenti alla cosca di ‘ndrangheta “Zagari-Viola-Fazzalari” interessati ad imporsi nel settore dell’edilizia ed in quello alimentare, condizionando, anche attraverso l’accertata
infiltrazione nel Comune di Taurianova (RC), l’assegnazione degli appalti per la
realizzazione di opere pubbliche.

Carabinieri TaurianovaI beni sequestrati. Oggetto del nuovo provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza - 
emesso dalla Dda, sono le società “EDIL GRONDA S.r.l.” e “CAR.SPO. Edilizia & Immobiliare S.r.l.” operanti nel settore dell’edilizia, risultate essere riconducibili, sebbene formalmente amministrate da terzi, agli indagati. Nel dettaglio, dagli elementi probatori raccolti durante l’esecuzione degli originari provvedimenti e all’esito delle ulteriori investigazioni condotte dal Nucleo di polizia tributaria e dal Gico di Reggio Calabria, corroborati da articolati accertamenti economico patrimoniali, è emersa in capo a  Carmelo Sposato, intraneo alla cosca “Sposato” di Taurianova, la disponibilità della “CAR.SPO. Costruzioni Edili & Immobiliare S.r.l.”, nonostante la formale intestazione al di lui nipote. Secondo la guardia di finanza l'impresa è risultata essere la naturale prosecuzione, senza soluzione di continuità, della ditta individuale “EDIL COSTRUZIONI di SPOSATO Carmelo”, già sottoposta a sequestro. In particolare, nel 2014 veniva stipulato un contratto di “cessione di ramo d'azienda” con il quale  Carmelo Sposato (titolare firmatario della ditta Individuale "EDILCOSTRUZIONI di SPOSATO Carmelo) cedeva alla “CAR.SPO. COSTRUZIONI EDILI & IMMOBILIARE S.R.L.”, rappresentata dal nipote, il ramo d'azienda attinente al settore delle costruzioni edili unitamente ai pertinenti beni ed attrezzature. Nel 2016 veniva stipulato tra loro un nuovo contratto afferente l’affitto, per 8 anni, del stesso ramo di azienda. Allo stato, nessuna somma risulta essere stata corrisposta, a titolo di canone di locazione, dal nipote allo zio Carmelo Sposato, individuato quale "dominus"della “CAR.SPO. Costruzioni Edili & Immobiliare S.r.l.”. Per gli inquirenti l'azienda in questione è formalmente intestata ad un prestanome con la specifica finalità di evitare il sequestro e la confisca dei beni in materia di misure di prevenzione, ovvero per agevolare il riciclaggiodei proventi dell'attività di estorsione cui il gruppo mafioso “Sposato-Tallarida” era dedito. Dalle risultanze investigative è emersa una ulteriore impresa, la “EDIL&GRONDA S.r.l.”, la quale, nonostante sia formalmente amministrata dal padre, costituisce di fatto la naturale prosecuzione della società “EDIL GRONDA S.a.s. di SURACE&Giovanni Vincenzo & C.”, intestata al figlio Giovanni e già sottoposta a sequestro nell’ambito della menzionata operazione “Terramara-closed”. Secondo quanto accertato, infatti, la “EDIL GRONDA S.a.s.”, prima del suo scioglimento avvenuto nel 2016, aveva ceduto tutti i beni strumentali, compresi gli autoveicoli aziendali in uso e iscritti sul relativo registro dei beni ammortizzabili alla “EDIL GRONDA S.r.l.” nata nella stessa sede legale. Anche in questo caso, non sono stati rilevati in contabilità i relativi pagamenti relativi a tale cessione.

Provvedimento d'urgenza. La Direzione distrettuale antimafia valutata la particolare urgenza della situazione che non consentiva di attendere un provvedimento da parte del giudice, in ragione del fatto che i locali aziendali, la documentazione, i rapporti bancari sono attualmente gestiti da congiunti dei detenuti e ritenendo concreto il pericolo di dispersione delle cose da sottoporre a vincolo, ha disposto il sequestro preventivo della “EDIL GRONDA S.r.l.” e “CAR.SPO. Edilizia & Immobiliare S.r.l.” con sede legale in Taurianova (RC), compresi “tutti gli elementi presenti nei patrimoni aziendali (i beni mobili ed immobili, i crediti, gli articoli risultanti dall'inventario, i beni strumentali, la denominazione aziendale, l'avviamento), i conti correnti, nonché tutte le autorizzazioni all'esercizio dell'attività commerciale concesse dalle Autorità competenti”, per un valore stimato in oltre 10 milioni di euro.