Nessuna firma è stata apposta per procedere a sfiduciare il sindaco. Dopo le dichiarazioni di guerra, la minoranza si ritira in buon ordine

Nessuna firma e nessuna sfiducia. Il sindaco Sergio Abramo per ora resta in sella mentre la minoranza si ritira in buon ordine dopo le dichiarazioni di guerra rilasciate a ridosso del fine settimana sulla volontà di “mandare a casa” il sindaco e porre fine alla legislatura. I numeri non ci sono, è questo l’epilogo della giornata odierna, ma quella che sembra mancare più di tutto è la volontà di affrontare una campagna elettorale al buio: senza uomini e senza idee.

Manca un progetto politico. Lo si è ribadito anche questa mattina nel corso della riunione interpartitica convocata dal capogruppo Pd, Lorenzo Costa, ma aperta all’apporto di tutti i colori politici. Servono garanzie da parte dei partiti, questo il nodo centrale, sulla costruzione di un progetto politico concreto e alternativo al centrodestra. Staccare la spina al sindaco e lanciarsi in una campagna elettorale al buio fa paura.

Non ci sono i numeri. Ma oltre alla volontà politica quello che manca sono i numeri. Per chiudere anticipatamente la legislatura è necessario avere il consenso della metà dei consiglieri più uno. Il 17 è il fatidico numero da raggiungere ma nella sala giunta questa mattina si potevano contare non più di 13 persone: il gruppo del Pd costituito da 4 consiglieri più 3 appartenenti ai “Socialisti e Democratici”. A questi si sono aggiunti i 3 del “Bene in comune”, l’unico consigliere dell’Idv più 2 componenti del gruppo misto.

Finestra elettorale. Quel che è certo però è che 9 nove giorni sembrano piuttosto pochi per discutere in maniera approfondita di un progetto politico vincente. Il 24 febbraio rappresenterebbe infatti l’ultima data utile per rientrare, assieme a Cosenza e a Crotone, nella finestra elettorale primaverile evitando così di consegnare la città in mano ad un commissariamento di oltre un anno. Ma nel centrosinistra si naviga a vista, nonostante i riposizionamenti avviati già da tempo all’interno dell’aula rossa, ciò che manca sembra essere proprio un candidato valido da opporre allo schieramento opposto. Ed è questa la ragione per cui, al di là dei proclami, si cerca di prendere tempo ad ogni costo.