"Chiunque andra' a gestire l'aeroporto dovra' operare secondo le dinamiche di mercato, ponendo definitivamente da parte le logiche clientelari che negli anni non hanno fatto altro che produrre disastri gestionali, amministrativi e finanziari". Lo si legge in una nota diffusa dalla Confindustria reggina in merito alla situazone dello scalo cittadino.

Consiglio direttivo. La situazione dell'aeroporto "Tito Minniti" e' stata analizzata nel corso di una riunione informale tenuta dal Consiglio direttivo dell'associazione. Al centro del confronto - spiega il comunicato - sono stati posti i possibili futuri scenari dello scalo reggino dopo il fallimento della Sogas, l'ex societa' di gestione, e il paventato abbandono dello scalo da parte di Alitalia. Alla riunione, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, hanno preso parte i componenti del Consiglio direttivo Filippo Arecchi, Valerio Berti, Francesco Siclari, Giuseppe Quattrone, Pino Febert, Antonino Tramontana e Angelo Marra, il presidente di Ance Calabria, Francesco Berna e il direttore di Confindustria Reggio Calabria, Francesca Cozzupoli. La disamina degli imprenditori reggini ha preso le mosse dalla vicenda della Sogas, su cui, e' stato evidenziato, "a piu' riprese Confindustria ha in passato messo in rilievo l'anomalia di una societa' in cui il costo del lavoro incideva per circa il 90% sul fatturato. La politica ha grosse responsabilita' e se fosse stata in grado di guardare in prospettiva, forse oggi avremmo un soggetto di gestione diverso e magari con un'esperienza specifica nel settore". E sul ruolo di Alitalia, secondo gli industriali reggini, "occorre interrogarsi in maniera approfondita sul perche' l'ex compagnia di bandiera negli ultimi anni, mantenendo una posizione di sostanziale monopolio, ha fatto davvero il bello e cattivo tempo. La sua presenza, oggi, ha senso solo a fronte di un quadro di servizi efficienti e competitivi".

"Infrastruttura efficiente".  Piu' in generale, e' stato inoltre ribadito che "l'aeroporto deve tornare ad essere una infrastruttura in grado di fornire un servizio in linea con le esigenze di una Citta' metropolitana. A breve ci sara' un nuovo gestore e cogliamo l'occasione per sollecitare l'Enac a velocizzare le procedure del bando che ormai e' chiuso e anche alla luce dell'esercizio provvisorio dello scalo che non puo' certo durare in eterno. Con il nuovo soggetto - annunciano gli imprenditori reggini - che assumera' la guida dell'aeroporto intendiamo da subito avviare un dialogo e un confronto diretti sulle logiche di mercato che dovranno animare il nuovo quadro dei servizi erogati, sulle nuove rotte da attivare, sul rafforzamento di quelle essenziali come le linee da e verso Roma e Milano". E un discorso a parte meritano poi, secondo l'associazione di via del Torrione, i compiti e le responsabilita' della politica e della classe dirigente. "A loro rivolgiamo l'invito - affermano gli industriali reggini - a adottare un sistema di gestione delle risorse, per questo delicato e cruciale asset del settore trasporti, che sia trasparente ed equilibrato rispetto alle varie necessita' che il territorio regionale manifesta. Chiediamo un piano preciso e mirato per il rilancio del trasporto locale che deve essere funzionale ad un bacino di utenti del trasporto aereo che, tra Reggio e Messina, puo' sforare il milione di passeggeri. In questo contesto, peraltro, e' opportuno rimarcare la centralita' del Piano strategico della Citta' metropolitana di cui nessuno parla ma che, in realta', riveste un'importanza fondamentale, ancor piu' dello stesso Statuto, poiche' e' proprio lo strumento che definisce gli indirizzi politici e strategici che toccano da vicino lo sviluppo anche per quanto riguarda le infrastrutture e il trasporto integrato locale". (AGI)