Nel cuore del centro storico di Catanzaro, una vicenda che si sarebbe trascinata per mesi è approdata all'attenzione dell'autorità giudiziaria, culminando nell'applicazione di una misura cautelare nei confronti di un'avvocatessa del Foro del capoluogo. La donna è destinataria del divieto di avvicinamento alle presunte persone offese, con l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico, nell'ambito di un'inchiesta che ipotizza il reato di atti persecutori ai danni dei titolari di due esercizi commerciali situati nelle vicinanze della sua abitazione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Questura di Catanzaro, la professionista avrebbe manifestato un crescente disagio per la presenza serale di giovani che frequentavano i due locali, ritenendo la situazione fonte di disturbo. Da qui sarebbe scaturita una serie di iniziative che, secondo l'ipotesi accusatoria, si sarebbero protratte nel tempo.

Le indagini avrebbero documentato numerose richieste di intervento rivolte alle forze dell'ordine per sollecitare verifiche sulle attività commerciali. I controlli effettuati dagli agenti, tuttavia, non avrebbero evidenziato violazioni o irregolarità. Parallelamente, la donna avrebbe pubblicato contenuti sui social network ritenuti dagli inquirenti potenzialmente lesivi dell'immagine dei due esercizi e dei rispettivi gestori.

Gli investigatori ritengono che il susseguirsi di tali comportamenti abbia determinato un forte stato di pressione psicologica nei confronti dei commercianti. La situazione avrebbe raggiunto il momento più drammatico quando uno dei due imprenditori, sopraffatto dalla vicenda, avrebbe tentato di togliersi la vita. L'uomo sarebbe stato rintracciato sulla Tangenziale di Catanzaro dagli agenti della Polizia di Stato, che sarebbero riusciti a impedirgli di compiere il gesto estremo.

Alla luce degli elementi raccolti nel corso dell'attività investigativa, l'autorità giudiziaria ha disposto la misura cautelare nei confronti dell'indagata. Oltre al divieto di avvicinamento e al controllo mediante braccialetto elettronico, ai due commercianti sono stati consegnati dispositivi di allarme in grado di segnalare l'eventuale violazione della distanza imposta dal provvedimento, consentendo un tempestivo intervento delle forze dell'ordine.

La misura è stata eseguita dalla Polizia di Stato al termine delle indagini coordinate dalla magistratura. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le accuse dovranno essere vagliate nel prosieguo dell'iter giudiziario. L'indagata resta pertanto da considerarsi presunta innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.