Il perito del Tribunale e quello della difesa in disaccordo sulle conclusioni in ordine al possibile "aggancio" del telefonino dell'imputato lungo l'autostrada

"Scontro" in aula fra periti nel processo in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia che vede imputato Nunzio Manuel Callà - 30 anni, di Nicotera - del tentato omicidio ai danni di Francesco Scrugli, avvenuto nel febbraio del 2012 a Vibo Valentia. All'imputato viene contestato anche il porto abusivo dell'arma da guerra che sarebbe stata  usata da alcuni sicari stranieri, assoldati dal clan Patania di Stefanaconi, per attentare alla vita di Francesco Scrugli, ritenuto elemento del clan dei "Piscopisani". Le contestazioni nei confronti di Nunzio Manuel Callà, ritenuto invece vicino al boss Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni" (alleato dei Patania nella "guerra" contro i "Piscoopisani") sono aggravate dalle finalità mafiose. Le divergenze fra il perito nominato dal Tribunale, Bruno Pellero, e quello della difesa dell'imputato, il professore Roberto Cusani ordinario dell'università "La Sapienza" di Roma, è emersa in particolare con riferimento all'esame dei tabulati telefonici di Callà e delle "celle di aggancio" del suo telefonino sul tratto autostradale ricompreso fra gli svincoli di Serre e Mileto.

tribunale toga aula

Secondo l'accusa, Nunzio Manuel Callà avrebbe trasportato da Nicotera Marina l'arma che sarebbe stata poi utilizzata dai sicari stranieri assoldati dai Patania per sparare a Francesco Scrugli nel quartiere Sant'Aloe di Vibo Valentia a pochi metri dalla Questura. Il fucile di precisione, secondo la ricostruzione accusatoria confortata - ad avviso del perito Pellero - dalla compatibilità delle celle di aggancio del telefonino dell'imputato - difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Antonio Porcelli -, sarebbe stata poi ceduta a Nicola Figliuzzi nei pressi dello svincolo autostradale delle Serre e da questi portata ai killer stranieri per sparare a Scrugli. Le divergenze con il perito della difesa, Roberto Cusani, sono però emerse in particolare in ordine al percorso del viaggio di ritorno che avrebbe compiuto Callà per far rientro a Nicotera. Per il consulente della difesa, infatti, le "celle di aggancio" del suo telefonino sarebbero incompatibili con il percorso sull'A3 per come invece ipotizzato dalla Dda. Prossima udienza per la requisitoria del pm il 13 aprile. Quindi le discussioni dei difensori e la sentenza. (g.b.)