Nell'ambito del processo "Rinascita Scott", che vede alla sbarra i clan del Vibonese, c'è stato il controesame dal colonnello D'Agelantonio, in relazione dalla arcinota "mangiata " del 25.01.2018 svoltasi presso una pertinenza dell'abitazione di Antonio Lo Bianco, a Vibo Valentia.

Durante il commento dell'intercettazione mediante telematica attiva, il colonello, su domande del difensore avvocato Brancia, ha dichiarato che "l'intercettazione dell'intera sessione del 25 gennaio 2018 composta da sette progressivi(di circa un'ora ciascuno), ha avuto una durata di svariate ore (dalle 12.00 alle 19.36)" e che si trattava di un pranzo e non di un summit, nonostante la rilevanza investigativa.

Soltanto dal progressivo 4040 delle ore 18.23 sono stati affrontanti temi utili dal punto di vista investigativo e relativi alle regole di investitura e riconoscimento delle doti di 'ndrangheta.

"Inoltre - ha affermato - tutti i parlatori avevano certamente "bevuto" ed in alcuni casi persino abusato con l'alcool, tant'è che due di loro sono stati colpiti da malore".