Luce sull'omicidio del migrante nel Vibonese, risposta immediata ma le indagini proseguono
Il cerchio si è ristretto all'area dell'ex fornace "La Tranquilla" ma le indagini sull'omicidio di Sacko Soumayla non sembrano definitivamente chiuse. Ci sono ancora diversi punti da chiare e altri interrogativi senza risposta. Il colonnello Gianfilippo Magro, comandante dei carabinieri di Vibo, sottolinea il lavoro dei suoi uomini, capaci di individuare il contesto in cui è maturato l'omicidio e di assicurare alla giustizia il presunto killer nel giro di pochi giorni. Per inquirenti e investigatori c’era il serio rischio che Pontoriero si desse alla fuga e per questo è stato chiesto ed ottenuto il fermo. Pontoriero, nipote dell'ex custode dell'ex fornace "La Tranquilla", avrebbe agito da solo. "Al momento, non ci sono altri indagati" - conferma il comandante Magro - ma le indagini proseguono».
Indagini lampo. "La risposta - ha spiegato - è stata immediata". Fondamentale è stato il pronto intervento della Tenenza di Rosarno e della Stazione di San Calogero che hanno consentito di fissare subito gli elementi essenziali per lo sviluppo delle indagini. La chiave di volta è stata dunque la sinergia tra i Comandi provinciali dei carabinieri di Vibo e di Reggio Calabria e, ancora, tra l'Arma e la Procura di Vibo Valentia che ha coordinato le indagini. Pochi dubbi sul movente: il continuo prelievo di materiale nell'area dell'ex fornace.
