Nel momento in cui ci si appresta ad organizzare una marcia di protesta a sostegno dei diritti cardine voluti dalla Costituzione, di cui il territorio è stato spogliato nel tempo, il gruppo dei cosiddetti “primari ribelli” esprime la soddisfazione di vedere al suo fianco tanti pezzi di società civile, che configurano una presa di coscienza collettiva plurale. "Quella di lunedì - annunciano - sarà una grande manifestazione di democrazia, nata da un ennesimo diritto negato alla sanità vibonese, con l’attribuzione del più basso tasso di posti letto per acuti del paese (solo 1,5% rispetto al 3 ± 0.7% previsto dalla legge)".

Nuove adesioni. La presa di coscienza non si è limitata alla sanità, bensì ha coinvolto diverse espressioni ed articolazioni della popolazione. Hanno aderito il mondo della scuola e gli studenti, gli ordini professionali, Confindustria, il grande mondo del commercio, l’ANCE. "Con orgoglio - aggiungono i primari in una nota - si apprezza l’autorevole partecipazione della Chiesa quale momento di grande integrazione, segno di un nuovo umanesimo sociale, la partecipazione di gruppi spontanei, organizzazioni sociali. Si avverte forte il bisogno, comunque, di poter fare sintesi con il mondo istituzionale rappresentato dai sindaci. Essi rappresentano, infatti, la massima espressione della autorità sanitaria sul territorio essendo i portatori delle istanze della società civile, nonché l’anello di raccordo fra essa, lo stato sociale e la politica".