Alla fiera del web, per due soldi, si può comprare anche il Green pass. Non servono vaccino, tamponi né anticorpi, è chiaro. Anzi scuro: nero. Come il mercato al quale conducono i sentieri impervi della rete. La certificazione verde, che un decreto del Governo renderà obbligatoria dal 6 agosto per diverse attività, è la nuova frontiera. Il sommerso ha seguito l’onda del dibattito e dei provvedimenti normativi, fiorendo in altri Paesi europei prima che in Italia. Le pagine e i link che offrono la scorciatoia per il documento si moltiplicano; nascono e, se neutralizzati dalle forze dell’ordine, si riproducono spostando schiere di iscritti. Succede quotidianamente su Telegram, il social network di messaggistica alternativo a WhatsApp. Basta digitare nel motorino di ricerca interno le parole "Green pass", ed ecco apparire diversi canali dedicati. Dando un’occhiata ai contenuti, ci si accorge subito che la mano è la stessa. L’offerta pure. "I nostri Green pass sono documenti regolarmente rilasciati dal sistema sanitario europeo e sono pertanto documenti reali", assicura l’inserzionista.

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