Finge di aggiustare indagini, la Procura chiede il processo per un poliziotto
Il poliziotto e il medico. Il primo finge di poter condizionare a suo piacimento l’esito di alcune inchieste penali, solo perché delegato alle indagini dalla Procura, “tanto lo sai come funziona, noi prepariamo tutto e i magistrati solo firmano”, facendo leva sulle sue capacità di mediazione, per ottenere dalla parte offesa o dalla persona sottoposta ad indagini come contropartita il ritiro della querela o altre utilità. Il secondo firma dei certificati medici fasulli per consentire al poliziotto di giustificare le sue assenze dal lavoro. Con le accuse, a vario titolo, di violenza privata, falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e truffa, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Graziella Viscomi ha chiesto il rinvio a giudizio per Francesco Rotella, 58 anni e Antonio Riga, 63 anni, entrambi di Catanzaro.
La violenza privata e le minacce velate. Rotella, sovrintendente capo coordinatore in servizio alla sezione di pg della Polizia di Stato, investito della delega di indagini “sulle pretese lavoristiche dell’Asp”, nel novembre 2018, avrebbe compiuto una serie di atti in violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione. In particolare, secondo la Procura, il poliziotto simula una conversazione telefonica con un ex direttore sanitario in grado di influire sulle determinazioni dell’Azienda sanitaria provinciale, inscenando una trattativa per concedere alla parte offesa una definizione extragiudiziale del contenzioso, inducendo la stessa a credere di poter indirizzare l’esito delle attività investigative. Il tutto corroborato da una velata minaccia: il capo coordinatore della pg, riferisce alla parte offesa dell’esistenza di una contro denuncia da parte dell’Asp, al solo fine di convincerla a ritirare la querela, altrimenti il suo esposto viene archiviato e lei viene sottoposta a processo penale. Ma la donna denuncia “la condotta dell’ufficiale di pg e non ritira la querela”. In un altro episodio, vengono delegate le indagini su un danneggiamento al polizotto che fa credere all’indagato, di poter “aggiustare l’inchiesta”, riferendogli di aver fatto da tramite con il denunciante per evitare di esporlo al pagamento di un risarcimento del danno, attesa l’intenzione, (in realtà mai espressa dal denunciante) di volersi costituire parte civile, con la sottile minaccia, secondo il magistrato, di costringendolo a “tollerare le sua attuali pretese di aiuto nella ricerca di beni, quali ricambi di auto e di olii e le future pretese conseguenti all’avergli fatto comunque credere di vantare un credito nei suoi confronti per la mediazione svolta”.
I certificati medici fasulli. Il medico Riga, chirurgo-specialista in Medicina dello Sport, secondo il magistrato, titolare del fascicolo, redige in giorni diversi, il 21 e il 22 dicembre 2018, due certificati medici falsi a favore di Rotella, definito dalla Procura, l’istigatore della condotta, senza mai averlo, però, sottoposto a visita. Riga, “approfittando di una patologia della quale Rotella, realmente soffre, pur in assenza di un veritiero malessere determinato dalla malattia in quel frangente”, attesta falsamente la condizione di infermità del paziente, prescrivendogli una volta 5 giorni di riposo e un’altra 10 giorni, accondiscendendo ad una richiesta telefonica dello stesso Rotella.
La truffa. Il poliziotto, esibendo false certificazioni mediche alla sezione di pg, avrebbe indotto in errore il datore di lavoro, conseguendo un profitto di 1.489,43, pari alla retribuzione percepita nel periodo di malattia, con pari danno per l’Amministrazione pubblica truffata. Entrambi gli indagati compariranno davanti al gup del Tribunale di Catanzaro Antonio Battaglia il prossimo 11 maggio e sarà lì che gli avvocati Aldo Aloi e Antonella Canino per Rotella, Emma Izzi e Francesco Iacopino per Riga tenteranno di smontare le ipotesi di accusa.
