Settantacinque anni di carcere complessivi: è quanto ha chiesto il pubblico ministero Eugenia Belmonte per sette imputati coinvolti nel processo scaturito da un’inchiesta sulle estorsioni a imprese della raccolta rifiuti operanti nel Vibonese tra il 2009 e il 2022. Le vittime, tra cui le aziende “Dusty S.r.l.” e “Ased S.r.l.”, sarebbero state costrette a pagare somme di denaro sotto minaccia o a seguito di danneggiamenti, come l’incendio di un autocompattatore nel 2016.

Le condanne più pesanti sono state richieste per Michele Manco, per il quale il pm ha chiesto 21 anni di reclusione e una multa di 30.000 euro. Dodici anni e 10.000 euro di multa ciascuno sono stati richiesti per Francesco Antonio Pardea e Salvatore Morelli, noto come “L’americano”. Per Domenico “Mommo” Macrì la richiesta è di 10 anni e 9.000 euro di multa, mentre per Domenico Serra e Andrea Serra la pena richiesta è di 7 anni e 6.000 euro ciascuno. Sei anni e 5.000 euro è invece la proposta per Andrea Mantella.

Il pm ha chiesto invece l’assoluzione per Vincenzo Mantella e Domenico Camillò, detto “Mangano”.Oltre alle estorsioni già citate, l’accusa ha ricostruito altri episodi tentati tra il 2018 e il 2022, ai danni di imprese aggiudicatarie di appalti pubblici per la raccolta dei rifiuti e lavori edilizi legati al superbonus 110%. Il processo ha messo in luce l’influenza persistente della criminalità organizzata nel settore, con collegamenti al procedimento “Rinascita-Scott”. Uno degli imputati, tornato in libertà nel dicembre 2019 per annullamento della misura cautelare, avrebbe ripreso le attività estorsive fino al nuovo arresto avvenuto nel maggio scorso.