Depositi costieri, “fumo negli occhi. L’amministrazione Romeo inganna i cittadini”
Nota congiunta del centrodestra vibonese: «Propaganda del sindaco. I depositi restano dove sono senza obblighi reali di trasloco e sul caso ENI cala il silenzio»
Non si placa la tempesta politica attorno al futuro del porto di Vibo Marina. Dopo l'annuncio della maggioranza riguardo al rinnovo limitato della concessione per i depositi costieri, i gruppi consiliari di minoranza (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuore Vibonese e Noi Moderati) intervengono con una nota durissima, definendo la conferenza stampa del sindaco Enzo Romeo come uno «spettacolo di propaganda».
Secondo l'opposizione, quella spacciata per una "vittoria storica" nasconderebbe in realtà una «resa totale» che finirebbe per blindare la presenza delle cisterne nel cuore del centro abitato.
Il centrodestra punta il dito sulla natura giuridica del provvedimento: l’Atto di Sottomissione. Un termine che, secondo i consiglieri, descriverebbe perfettamente la posizione di debolezza del Comune. «L’amministrazione prova a confondere le acque, ma la realtà è semplice: questo atto non rimuove i depositi, li blinda dove sono. Si firma una cambiale in bianco: i privati promettono di spostarsi, ma non sono obbligati a nulla, e il Comune rinuncia a qualsiasi strumento sanzionatorio per far rispettare quella promessa».
La critica entra nel merito del cronoprogramma: per le minoranze, l'obbligo per Meridional Petroli di individuare un nuovo sito entro quattro anni non offrirebbe alcuna garanzia sull'effettiva realizzazione del trasferimento. «Nel frattempo — denunciano — l'azienda può restare dov'è fino a vent’anni, con impianti a rischio di incidente rilevante attaccati alle case».
Uno dei punti più caldi della contestazione riguarda ciò che non è stato detto durante la presentazione dei progetti per il nuovo waterfront. L'opposizione solleva il caso dello stabilimento ENI, chiedendo spiegazioni sul silenzio dell'amministrazione: «Perché una parte del problema viene affrontata male e l’altra viene ignorata completamente? La pericolosità non cambia a seconda del nome scritto sulle cisterne. Se si vuole liberare il porto, bisogna affrontare tutto il problema, non solo una parte».
Definendo l'operazione «irresponsabile» e finalizzata solo a costruire una «narrazione elettorale vuota», i gruppi di minoranza chiedono ora la massima trasparenza. «L’opposizione non accetterà questo gioco e chiede che venga portato immediatamente in Aula il testo integrale dell’Atto di Sottomissione. Vibo Marina non ha bisogno di propaganda, ma di una politica seria che imponga tempi certi e sanzioni vere, senza lasciare zone d’ombra».
