Un anno e quattro mesi di reclusione più tremila euro di multa. E' la condanna inflitta al collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, ex rampollo dell'omonima famiglia di Limbadi e Nicotera, nell'ambito del processo celebrato con rito abbreviato e scaturito dall'operazione sullo spaccio di droga nella Serre vibonese scattata nel giugno del 2017. Un'inchiesta coordinata dalla Procura di Vibo e condotta sul campo dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno.

Il verdetto. Insieme al pentito il gup del Tribunale di Vibo ha condannato altre otto persone: 4 anni e 6 mesi, più 16mila euro di multa sono stati inflitti a Damiano Mamone di Serra San Bruno; 4 anni, 2 mesi e 12mila euro di multa a Simone Musolino di Brognaturo; 2 anni, 10 mesi e 7mila euro a Cristian Francesco Valenti di Serra San Bruno; un anno e 4 mesi, più tremila euro a Vincenzo Tino di Capistrano; un anno e 2 mesi Francesco Cannizzaro di Sant’Eufemia d’Aspromonte; un anno e duemila euro di multa ciascuno a Manuel Delfino di Reggio Calabria, Giuseppe Gamo, di Spadola e Piera Tounsi di Suzzana (Mn).

L'inchiesta. Il blitz dei carabinieri del Norm di Serra San Bruno guidati all'epoca dal luogotenente Massimiliano Staglianò (attualmente a capo del sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura di Vibo) scattò all'alba del 26 giugno del 2017. L'indagine era partita invece nel novembre del 2015, originata dall’arresto di un 24enne di Serra San Bruno, eseguito dai militari dell’Aliquota radiomobile dei carabinieri che, nel corso di un controllo, hanno sorpreso il giovane in possesso di 70 grammi di marijuana, occultata nella propria autovettura. Gli spunti investigativi raccolti in quell’occasione, hanno consentito di ricostruire la fitta rete di scambi di marijuana e cocaina, nonché del relativi proventi, messa in piedi nel corso degli anni. Una rete di spaccio che riforniva di hashish e marijuana le piazze del Serre vibonesi ma anche del Soveratese e che aveva diramazioni in altre zone d'Italia.