L'esemplare di circa tre tonnellate è stato trovato in località “Michelino” del Comune di Parghelia, sulla costa tirrenica vibonese

La carcassa di un giovane capodoglio lungo 6,5 metri è stata rinvenuta sulla costa tirrenica vibonese, lungo la spiaggia di Parghelia, in località Michelino. Il cetaceo trovato spiaggiato aveva la coda quasi recisa da un cappio di cordame e lembi di rete da pesca. Secondo il Wwf, che ha prontamente avvisato la Guardia Costiera di Vibo Valentia, sulla base dei primi accertamenti, si tratterebbe di un esemplare di circa due anni e del peso approssimato di 2,5-3 tonnellate. La morte del cetaceo dovrebbe risalire a pochi giorni prima dello spiaggiamento.

Sono diversi i precedenti di spiaggiamenti di capodogli registrati negli anni passati lungo il tratto di costa che va  da Lamezia a Capo Vaticano e Nicotera. In particolare si ricorda lo scheletro di un giovanissimo capodoglio spiaggiatosi in località “Colamaio” di Pizzo il 9 luglio del 1995, è conservato presso il Museo Ittico di Pescara. Sempre per rimanere in campo cetologico, molti a Pizzo ricordano lo spiaggiamento di una giovane Balenottera comune, morta nella baia della “Seggiola” il 20 settembre del 1987 e il cui corpo venne seppellito nei pressi della Foce del Fiume Angitola. 
Diversi anche i salvataggi di individui finiti nelle reti da posta derivanti, già vietate, note come “spadare”, condotti da personale della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Vibo in collaborazione con il Wwf, a cominciare da quello “storico” avvenuto la mattina del 5 luglio del 1987 sulla spiaggia di Falerna, per continuare con quelli eccezionali verificatisi a pochi giorni di distanza nelle acque paolane del giugno del 1997. «Sulle cause della morte – spiega una nota del Wwf - e su molti altri aspetti di tipo genetico, parassitologico e tossicologico indagheranno ora gli esperti degli Istituti di zooprofilassi , mobilitati per l’occasione».

Foto di Alessandro Raffo e Domenico Aiello