Chi urla e si agita durante il sonno, tirando pugni, calci e facendo altri movimenti repentini con braccia e gambe, ha un rischio sensibilmente superiore di sviluppare il morbo di Parkinson nel giro di alcuni anni. L'associazione tra il Disturbo comportamentale durante il sonno REM o RBD (acronimo di Rapid eye movement Behavioural Disorder) e la patologia neurodegenerativa è talmente forte che il sonno molto agitato viene considerato “uno dei marker predittivi più importanti della malattia”. Non a caso “circa il 60% dei pazienti che urlano, scalciano e tirano pugni sviluppa la malattia entro 10-12 anni”, specifica in un comunicato stampa la Società Italiana di Neurologia (SIN), pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Malattia di Parkinson che si celebra ogni anno l'11 di aprile. La data corrisponde a quella della nascita del medico, geologo e paleontologo londinese James Parkinson (11 aprile 1755 – 21 dicembre 1824), che pochi anni prima della sua morte descrisse alcuni casi della cosiddetta “paralisi agitante”. Decenni dopo, questa condizione caratterizzata da movimenti lenti e tremori – a causa della morte delle cellule che producono dopamina – fu chiamata proprio malattia di Parkinson in suo onore.

La patologia colpisce oltre 5 milioni di persone nel mondo, 400mila delle quali si trovano in Italia. È una percentuale significativa rispetto al numero complessivo, dovuta all'invecchiamento della popolazione italiana; il Parkinson è infatti una malattia che interessa prevalentemente la terza età (ma non esclusivamente) e in media esordisce attorno ai 60 anni. Come indicato dalla SIN, tuttavia, entro i prossimi 15 anni è previsto un incremento delle persone coinvolte, con 6mila nuovi casi annui, “di cui la metà colpiti in età lavorativa”.

Quando si manifestano i sintomi caratteristici, come i tremori e i movimenti lenti, la malattia è già in una fase particolarmente avanzata; a quel punto, spiega la SIN, già il 60 percento delle cellule dopaminergiche (quelle che producono e rilasciano dopamina) è andato perduto. Per questo è fondamentale intercettarla molto prima per offrire i migliori trattamenti preventivi ai pazienti. Tra i segnali premonitori indicati dalla SIN associati un elevato rischio di Parkinson vi sono deficit olfattivo, dolori alle articolazioni, depressione e il già citato sonno molto disturbato.