Pesante l'affondo di Michele Soriano nell'incontro convocato in Prefettura: "Fossi stato nel Governo l'avrei mandata a casa per la conflittualità che ha creato"

Un lungo calvario culminato con il decreto dello scorso 3 marzo firmato dal commissario regionale alla sanità Massimo Scura. L'ospedale vibonese ha deciso di reagire nei giorni scorsi e lo ha fatto attraverso la voce autorevole dei suoi primari. Ed oggi in Prefettura, all'incontro convocato dal capo dell'Utg Carmelo Casabona, hanno presentato una relazione che sa di dossier su dieci anni di tagli al diritto alla salute su questo territorio.  Una relazione dettagliata, ricca di spunti tecnici, incastonati nei dati, grazie ai quali Domenico Consoli, direttore del dipartimento di Neuroscienze dello Jazzolino, nella sua veste di portavoce, ha spiegato il gesto eclatante delle dimissioni.

I numeri. A farla da padrone il segno meno. Nello specifico, meno 250 posti letto in dieci anni, "per una perdita  – ha asserito il professionista - pari al 50%". Alla luce delle ultime disposizioni,  "con 135 posti letto utilizzabili per acuti – ha detto provocatoriamente Consoli – non servirà un nuovo ospedale capace di contenerne 350".

L'elenco dei tagli. Nel mirino, non solo l'incriminato decreto n. 30, giunto dopo anni di tagli rivissuti nel flash back dal neurologo. "Nel 2006 la provincia - ha sottolineato - disponeva di 522 posti letto che alla fine dell'anno successivo sarebbero divenuti 507 e nel 2008 addirittura 375". In un primo momento era stato colpito il nosocomio di Soriano, poi gli altri. Basti pensare che (sempre nel 2008) Vibo perdeva 38 posti, Tropea e Soriano 14 ciascuno, Serra San Bruno soltanto 6. Dati accompagnati da considerazioni tese a dimostrare come già allora il piano di rientro "venisse applicato con criteri molti rigidi" in un territorio con molte "carenze strutturali di posti letto, di risorse umane in genere, con crisi ricorrenti di leadership nonostante qualche isolata performance che non consentiva di contenere l'evasione sanitaria, creando un circolo vizioso da cui derivavano sempre maggiori problemi".

consoli

L'annus horribilis. Nella disamina di Domenico Consoli, un ruolo-chiave ha rivestito il 2007, annus horribilis della sanità vibonese, aperto dalla morte tragica di Federica Monteleone e chiuso dalla dipartita traumatica di Eva Ruscio. Due episodi fondamentali nella parabola discendente del sistema sanitario-ospedaliero. Qualche tempo dopo "sarebbe sopraggiunta la divisione territoriale in tre aree: nord, centro e sud. Era l'inizio della fine". Con la provincia destinata ad essere "l'anello debole, meno rappresentato sul piano politico, destinato a divenire contenuto di contenitori più grandi".

La fuga. Negli stessi  frangenti "fuggiva la migliore gioventù – ha sbottato Consoli - circa 15mila giovani persi negli ultimi 20 anni, soppiantati da 4000 nuovi immigrati, con una stratificazione demografica iper-rappresentata da anziani e invalidi". Insomma, il decreto Scura è stato solo la punta dell'iceberg, confermando "la più bassa percentuale di posti letto per acuti. Appena l'1,52 per mille, rispetto al 3,54 per mille di Catanzaro".

Le richieste. Vari gli imperativi categorici: salvaguardare il reparto di Malattie infettive e Oncologia; mantenere ed implementare il laboratorio analisi; attivare il servizio di Emodinamica con interventistica Heart/brain; riconoscere un hub funzionale come Stroke unit di II livello, considerati i risultati ottenuti negli anni.

L'affondo finale. Il più duro di tutti con il commissario è stato il primario del reparto di Ortopedia Michele Soriano: "Io non difendo il mio posto di lavoro – ha reagito - ma il diritto all’assistenza. Parla del nostro licenziamento, ma se fossi stato nel Governo io avrei licenziato lei per la conflittualità portata in Calabria".