Una 35enne cosentina ha denunciato il datore di lavoro per estorsione. L’uomo le aveva imposto di restituire 800 euro al mese del suo stipendio di 1.300 euro, minacciando il licenziamento. La donna era stata assunta tramite un bando della Regione Calabria ma continuava a lavorare presso una cooperativa, senza ricevere né stipendi arretrati, né le promesse di un contratto stabile.

Dopo anni di battaglie legali, la Cassazione ha condannato il datore di lavoro a 3 anni e 5 mesi di carcere. Inoltre, lui e suo padre sono stati riconosciuti colpevoli di truffa ai danni dell’INPS per aver ottenuto sgravi contributivi indebiti.