Vibo, prosegue odissea studenti Alberghiero. Genitori all'attacco
Sette classi fanno lezione a giorni alterni in un'altra struttura. Famiglie sul piede di guerra. Il dirigente scolastico pronto a scrivere al nuovo Prefetto
Diritto allo studio? Chi è questo sconosciuto? Da un estremo all'altro del Paese, non sono neppure lontanamente comparabili le opportunità offerte agli studenti. Sull'Istituto alberghiero di Vibo Valentia, ad esempio, i fari si sono parzialmente spenti dopo quanto avvenuto nell'imminenza delle festività natalizie. Eppure, non è ancora finita l'odissea degli studenti iscritti a quella scuola.
La vicenda. La sede centrale è stata chiusa lo scorso 18 dicembre dal dirigente scolastico Carlo Pugliese perchè inagibile. Stessa sorte per il convitto annesso di via Carlo Parisi. Le criticità riscontrate riguardano la mancanza complessiva di sicurezza: impianto elettrico e antincendio, soffitti pericolanti, locali inidonei. Le sette classi ospitate nella struttura di largo Conservatorio sono state sballottate nelle aule di palazzo "Ex Inam". Lì gli alunni sono costretti a fare lezione a giorni alterni con i propri coetanei. Le uniche classi a proseguire l'attività normalmente sono le prime e le seconde, ospitate in un'ala dell'Istituto tecnico-industriale. Anche queste, tuttavia, non possono usufruire dei laboratori dal momento che la sede del Convitto è chiusa.
La nuova sede. I tempi previsti per l'inaugurazione della nuova struttura continuano a slittare. Si era inizialmente asserito che la scuola sarebbe stata consegnata entro il 24 gennaio; il termine è stato poi prorogato ai primi giorni di febbraio e probabilmente verrà spostato ancora più in avanti.
Lavori in corso. Nel frattempo i lavori proseguono. Devono infatti essere completati gli allacci per il riscaldamento e l'energia elettrica. Work in progress anche per quel che concerne la raccolta delle acque. Manca una strada di accesso all'istituto: in alternativa se ne sta creando una laterale. E persino ad operazioni concluse, sarà necessario avere le certificazioni di idoneità della struttura sotto il profilo statico.
La didattica. L'anno scolastico intanto va avanti. E il diritto allo studio sembra seriamente compromesso in queste condizioni. Non manca chi lamenta conseguenze serie anche sul piano della continuità didattica. "E' pensabile - si chiedono alcuni genitori - che gli studenti possano apprendere in queste condizioni? A cosa serve questo indirizzo di studi senza il laboratorio di sala e cucina?". Per tali attività, peraltro, le famiglie hanno versato una quota della quale più di qualcuno pensa di chiedere un rimborso.
La Provincia aveva promesso di consegnare dieci almeno dieci aule. Al momento, però, nessuna risposta è arrivata. Il dirigente scolastico è pronto a scrivere una lettera al nuovo Prefetto per renderlo edotto della situazione.
