Accorpamento delle Soprintendenze in Calabria: la scelta del ministero scatena la protesta del Pd
Il recente accorpamento delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Reggio Calabria e Vibo Valentia sotto la guida di Catanzaro ha acceso un duro scontro politico e istituzionale in Calabria. La decisione del Ministero della Cultura è stata definita “una scelta politica sbagliata e arrogante” da Peppe Panetta, segretario provinciale del Partito Democratico reggino.
Secondo Panetta, il provvedimento rappresenta «l’ennesima imposizione calata dall’alto da parte del centrodestra», un atto che ignora i bisogni concreti delle comunità e le peculiarità territoriali. “Non si tratta di una semplice riorganizzazione amministrativa, ma di un ridimensionamento profondo del ruolo di Reggio Calabria, città metropolitana e cuore storico della Magna Grecia”, ha affermato con forza.
La marginalizzazione di Reggio Calabria in un settore cruciale come quello culturale e turistico, spiega il segretario dem, rischia di compromettere la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico e artistico del territorio. La Soprintendenza reggina, attualmente accorpata con quella di Vibo Valentia e posta sotto la direzione di Catanzaro, perde così autonomia operativa e capacità gestionale, in un momento in cui sarebbe invece necessario rafforzare questi presidi.
Panetta denuncia un più ampio disegno politico che punta a depotenziare il Sud, favorendo un’accentramento delle risorse e del potere nelle mani di poche aree privilegiate del Paese. Il rischio è un rallentamento nei progetti culturali e negli investimenti, con un impatto negativo per la crescita socio-economica calabrese.
Oltre alla critica verso il governo centrale, il segretario del Pd esprime delusione per il silenzio delle istituzioni regionali e degli esponenti calabresi di centrodestra: “Preoccupa e indigna l’atteggiamento passivo del presidente Occhiuto e dei parlamentari, che assistono senza reagire alla mortificazione di Reggio Calabria.”
Il Partito Democratico si impegna a contrastare questa scelta in tutte le sedi istituzionali, schierandosi al fianco di operatori culturali, associazioni e professionisti locali per chiedere il ripristino dell’autonomia della Soprintendenza reggina e un futuro più dignitoso per la città.
