Allarme in Calabria: per le imprese l’energia costa il 24% in più che in Europa
L’artigianato calabrese muove il 18% del lavoro, ma le micro-imprese pagano la bolletta più cara del continente
l motore del "Made in Italy", e ancor più quello dell’economia calabrese, rischia di incepparsi tra le dune di un mercato energetico spietato. L’Italia si conferma la seconda potenza manifatturiera del Vecchio Continente, ma con un paradosso strutturale: la sua forza risiede nelle micro e piccole imprese (Mpi), proprio quelle realtà oggi più colpite dal caro-bolletta.
I numeri del comparto in Calabria
In Calabria, l’artigianato non è solo una tradizione, ma un pilastro occupazionale insostituibile. Sono 53.301 gli addetti del settore, una forza lavoro equamente divisa tra dipendenti e titolari indipendenti. Questi lavoratori rappresentano quasi un quinto (18,7%) dell’intera forza lavoro regionale, producendo il 6,4% del valore aggiunto totale della Calabria.
Si tratta di un esercito di botteghe e officine che garantisce la tenuta sociale e competitiva del territorio, contribuendo per l’1,8% al valore aggiunto nazionale del comparto.
La zavorra energetica
Nonostante la vitalità del settore, a pesare come un macigno è il costo dell’elettricità. Secondo i dati relativi al primo semestre del 2025, le piccole imprese italiane pagano l’energia 28,46 centesimi di euro al chilowattora. Si tratta di una cifra record, superiore del 24,3% rispetto alla media dell’Unione Europea.
Nessun altro grande Paese manifatturiero europeo registra prezzi così proibitivi. Per una piccola officina calabrese o un distretto produttivo locale, questo divario non è solo un numero statistico, ma una "tassa occulta" che erode i margini di guadagno e frena gli investimenti in innovazione e assunzioni.
Un futuro in bilico
Mentre le grandi industrie riescono talvolta a spuntare contratti più vantaggiosi, le micro-imprese rimangono schiacciate in un recinto di costi insostenibili. Se la Calabria vuole continuare a scommettere sul talento dei suoi 53mila artigiani, la sfida del costo dell'energia dovrà diventare una priorità assoluta dell'agenda politica, per evitare che la "crepa" dei costi diventi un crollo definitivo per il tessuto produttivo.
