"La Camera Penale di Vibo Valentia, nella riunione in remoto del 12 giugno, ha manifestato apprezzamento per le ragioni espresse dal procuratore distrettuale che hanno caratterizzato la ricerca della sede per la celebrazione del processo nell'ambito del circondario di Vibo Valentia. Nello stesso tempo si ritiene che occorra, prima di individuare altre soluzioni, verificare ulteriormente se non sia possibile superare le criticità che hanno impedito la conclusione della ipotesi Palamaiata". Così, in una lettera indirizzata al presidente della Corte di appello di Catanzaro, la Camera penale di Vibo Valentia, chiedendo che il maxi processo Rinascita Scott venga celebrato nel territorio vibonese.

Utilizzare il nuovo tribunale di Vibo. I penalisti chiedono che venga rivalutata l'intenzione di celebrare le udienze preliminari in una tendostruttura presso il carcere di Catanzaro-Siano e le successive udienze nell'aula bunker definitiva che verrà costruita sempre a Catanzaro. Una soluzione, spiegano, potrebbe essere quella di utilizzare "un'aula apposita all'interno del palazzo di giustizia di via Lacquari in Vibo Valentia, visto che l'attualità dei lavori di completamento potrebbe consentire di ricavare, anche attraverso la riconversione degli ampi spazi posti nel piano interrato e destinati a archivi ovvero nei piani sopraelevati, un luogo in grado di garantire sia le condizioni di sicurezza che di agibilità per assicurare alle parti l'esercizio dei diritti connessi all'attività processuale". Il nuovo palazzo di giustizia di Vibo Valentia, spiegano, "dal punto di vista strutturale potrebbe rappresentare la soluzione naturale dato che, in tal modo, si ricondurrebbe la celebrazione del processo nella sede propria del Tribunale e, inoltre, sarebbe preferibile anche dal punto di vista della economicità rispetto alle altre sedi prospettate".

Le carenze funzionali saranno risolte. "Nè possono essere ritenute ostative - si legge ancora nella lettera - eventuali limitazioni funzionali riguardo al numero di accessi al palazzo di giustizia che erano state dettate in precedenza per carenze funzionali degli impianti: carenze che dovrebbero essere state risolte o in via di risoluzione con i lavori di messa in sicurezza finanziati nel 2018 dal ministero della Giustizia". La Camera penale di Vibo Valentia ritiene inoltre che, per poter mettere in atto quello sforzo di approfondimento auspicato per ricercare le soluzioni in grado di garantire la celebrazione del processo a Vibo Valentia, "sia necessario che ogni determinazione venga assunta nella sede propria qual è la conferenza permanente da tenersi presso il Tribunale di Vibo Valentia".

Numero degli imputati non sia un ostacolo. La sollecitazione della Camera penale è quindi quella che "il numero degli imputati non distolga dalla celebrazione del processo dalla sede naturale, come era stata individuata in Vibo Valentia fin da subito dalla Procura distrettuale, ma che, anzi, proprio il numero degli imputati coinvolti sia elemento determinate affinché ogni soluzione sia assunta per garantire la massima agibilità all'esercizio del diritto di difesa. E ciò può avvenire solo con la celebrazione del processo nella sede del Tribunale di Vibo Valentia".