Regionali, Consoli: "Solo se il centrosinistra si apre alla società civile può battere le destre"
Le elezioni regionali sembrano ancora lontane, ma gli assi iniziano a saldarsi. E poco conto che al voto si andrà in ottobre perchè gli equilibri sui territori possono dirsi ormai quasi definiti. Accade anche a Vibo Valentia, ovviamente, nel centrosinistra, dove i contendenti sono molteplici e le correnti interne al Pd già in azione per provare a disinnescare alcuni meccanismi ed innescarne altri, magari più prolifici. Negli ultimi giorni, il dibattito è vissuto intorno ai messaggi molto eloquenti lanciati da un esponente della società civile, primario di Neurologia in pensione, il dottor Domenico Consoli, candidato e non eletto per pochissimi voti lo scorso anno tra le file di "Io resto in Calabria".
Il monito. Domenico Consoli, fondatore e coordinatore dell'associazione Umanesimo Sociale, nata dopo le regionali del 2020, ha invocato "una vera e propria rivoluzione culturale che consenta al centrosinistra di proporre un progetto credibile e di rendere protagonisti i migliori figli di questa terra". Uomini e donne che sappiano dare risposte attraverso un “laboratorio di idee” che si faccia portavoce delle istanze reali e prioritarie del territorio calabrese e vibonese. Il noto neurologo ha messo quindi a disposizione la propria candidatura, pur con alcuni inevitabili puntini sulle “i”. Uno su tutti: "Un
centrosinistra che allarghi il proprio perimetro ad un mondo più variegato, lungi dal configurarsi ancora, in futuro, in microcespugli incapaci di fare sintesi". D’altronde, la campagna elettorale verso le elezioni regionali deve muovere da presupposti imprescindibili. "I calabresi – ha spiegato Consoli – devono organizzarsi sul piano culturale a 360 gradi, rimettendo l’etica al centro dell’azione amministrativa. Paradossale è il fatto che ancora oggi, un centrodestra noto più per i risvolti penali e giudiziari che per le esperienze positive sul piano amministrativo, in questa confusione –
riflette il noto professionista vibonese - debba essere dato per vincente".
Il nodo Augias. Sono altri, infatti, i principi da cui deve muovere l’agire politico, per non trovarsi costretti “a dare ragione ad Augias”. E “Umanesimo sociale” può racchiuderli tutti “perché rappresenta un momento di sintesi tra diverse sensibilità” che pongono sotto la lente anzitutto “i diritti civili, l’equità sociale, l’uguaglianza”. Lungi da modelli “che albergano nel sovranismo e nei populismi”.
Regione e Governo. Nell’attuale contesto, peraltro, “ fondamentale è l’interlocuzione con il Governo centrale” al quale bisogna proporre “un meridionalismo sano e avanzato”. In sintesi, “la politica non può essere più vittima delle sue peggiori espressioni, né di vecchi schemi utili a far valere le ragioni di chi questa terra la vuol portare al fallimento”. Ecco perchè "nelle istituzioni – sottolinea Consoli -servono persone con un adeguato background culturale specifico, non conventicole che tutelino gli interessi di pochi".
Le prospettive. Sul fronte del Recovery fund, inoltre, la Calabria deve essere infatti protagonista. Ergo, “le risorse vanno impiegate nella direzione giusta”. Un tema su tutti, quello della Sanità: “Le risorse –ha concluso il coordinatore di Umanesimo Sociale - dobbiamo spenderle nella telemedicina e nella robotica. Vanno creati gli ospedali di prossimità per il primo intervento e poi fare rete con elisoccorso e trasporto su gomma verso gli ospedali Spoke da collegare con gli ospedali hub". E ancora, “bisogna reinventare una politica del lavoro per liberare la gente dal bisogno, ancorare il turismo alla storia del territorio, perché questa è la California del Sud e non può sprecare per l'ennesima volta -ha concluso Consoli - le risorse in assistenzialismo inutile".
