L’emergenza sanitaria verificatasi nelle Rsa della Regione ha creato particolari tensioni dentro e fuori gli uffici della Cittadella. Il caso Chiaravalle è stato prontamente sbugiardato dai piani alti dell’Ente, mentre su Villa Torano si è adottata una…cautela differente. Bisogna scartabellare negli atti per capire meglio la situazione venutasi a creare nei giorni scorsi. E principalmente nella nota del 14 aprile 2020 con la quale il Direttore del Dipartimento di Tutela della Salute Antonio Belcastro tenta di risolvere la vicenda incresciosa della Casa di cura cosentina. Una vicenda che ha visto accendersi – come accaduto a Chiaravalle – anche i riflettori della Procura della Repubblica.

Le decisioni. In sintesi, viene disposto che la Rsa di Torano venga classificata come Rsa per pazienti Covid. A Chiaravalle, per una vicenda simile, si era proceduto, invece, alla revoca dell’autorizzazione. In seconda istanza, si stabilisce che gli altri ospiti della struttura siano dislocati in due comuni e in altre strutture. E la domanda sorge spontanea: a chi sono riconducibili queste strutture? Magari ai proprietari stessi di Villa Torano? Il dirigente si preoccupa addirittura nella nota a specificare “il mantenimento del medesimo tetto di spesa concordato in fase di negoziazione annuale”.

Dipendenti in...servizio. E i dubbi non si esauriscono qui. Infatti, “avendo la medesima società collocato la maggior parte dei dipendenti in Cassa Integrazione”, il Direttore del Dipartimento Regionale si preoccupa di risolvere anche questa problematica dando la disponibilità di fornire personale dipendente delle Aziende Sanitarie Regionale (dipendenti pubblici) di pari qualifica e/o l’utilizzo delle graduatorie o scorrimento di quelle valide.

Chi subentra? Si procede in tal senso a fornire ad una struttura privata personale pubblico o l’utilizzo di graduatorie o scorrimento. In tal senso, qualche interrogativo sarebbe lecito porlo al Direttore del Dipartimento Salute: forse bisognerebbe specificare da quali graduatorie si attinge e soprattutto chi ne trae vantaggio in una situazione così particolare. E soprattutto se e quanto si consente a qualcuno di migliorare la propria posizione lavorativo mentre si macinano contagi e situazioni che pongono anche questa regione in uno stato di assoluta emergenza. Interrogativi rispetto ai quali si attendono risposte, perché anche in emergenza è bene non fare mai più pesi e più misure!