Uccise il nuovo compagno della moglie nel Vibonese, condannato in appello
Dodici anni e 6 mesi di reclusione per il reato di omicidio. Questa la condanna inflitta dalla Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Marco Petrini, Antonio Carrà, 40 anni, elettricista di Nicotera, che il 28 settembre 2013 sparò contro Roberto La Rosa, 37 anni, anche lui Nicotera il quale avrebbe intrattenuto una relazione con la moglie del condannato. In primo grado, il gup del Tribunale di Vibo Valentia, al termine del giudizio con rito abbreviato che era valso uno sconto di pena pari ad un terzo per l'imputato, Antonio Carrà era stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione, mentre il pubblico ministero della Procura di Vibo, Vittorio Gallucci, aveva chiesto una condanna a 19 anni di carcere. La Corte d'Assise di Catanzaro, nel ridurre la pena ad Antonio Carrà, difeso dall'avvocato Francesco Sabatino, ha riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche. In primo grado, invece, il gup aveva escluso le aggravanti nella commissione dell'omicidio.

L’imputato è stato infine condannato a risarcire i familiari della vittima, parti civili con l’avvocato Silvia Giancola. In un primo tempo gli inquirenti avevano ipotizzato che la vittima fosse stata uccisa con una spranga di ferro. L’esame autoptico ha però rivelato che La Rosa venne ucciso dentro l’appartamento della donna con un colpo di pistola calibro 7,65 sparato alla nuca. L’imputato, che all’epoca aveva già avviato la separazione dalla moglie, si consegnò ai carabinieri solo due mesi dopo il delitto rendendo parziale confessione del fatto di sangue. Antonio Carrà attualmente si trova agli arresti domiciliari. (g.b.)
