L'occasione ha consentito agli allievi  - ha detto il dirigente Raffaele Suppa - di cimentarsi con i più svariati campi della conoscenza

Costruire il futuro consentendo alle idee di camminare sulle gambe di menti giovani, fresche e pronte a dare impulso alla propria creatività. Scuola e mondo del lavoro, universi apparentemente distanti, si avvicinano notevolmente quando si riesce nell'impresa di avviare nelle aule di un istituto, in questo caso il liceo classico M. Morelli, un vero e proprio progetto di impresa da sviluppare. L'idea assolutamente innovativa è stata messa a punto nel corso di un incontro tenuto dalla prof. ssa Francesca Traclò dell'Unint di Roma, economista del turismo e dei beni culturali, che da tempo svolge attività di ricerca in questi settori. Tecnicamente, il processo messo in atto, è stato definito un business game.

Lo hanno messo a punto gli allievi degli otto gruppi accuratamente costituiti, a partire dalla disamina “ di elementi di interesse – ha chiarito l'accademica - trovati nella realtà”. Un tentativo, perfettamente riuscito, di dare ai discenti, in fase di orientamento, “una visione della realtà che corrisponda alla complessità in cui loro vivono”.

Il  risultato è stato a dir poco sorprendente. A conclusione della mattinata di lavori, sono venute fuori “Start up” sui temi e le questioni più variegate. Di sicuro non sono mancate le proposte: dal volontariato, alla pulizia delle acque marine, dal problema atavico dei parcheggi nelle città, passando per la salute, fino all'alimentazione e ai nuovi modelli didattici e di apprendimento.
“Una miscela esplosiva di innovazione e creatività – ha concluso il dirigente scolastico Raffaele Suppa – dalla quale è emerso tutto il desiderio di mettersi in gioco da parte di una generazione pronta a cimentarsi con i più svariati campi della conoscenza”.

D'altronde, insegnare oggi significa creare contesti di apprendimento entusiasmanti all'interno dei quali sviluppare competenze, dando un segno ed un significato specifico alla trasmissione, che altrimenti risulterebbe arida, dei saperi. Come dire, la ricerca teorica può trovare giusta legittimazione esclusivamente nella sua applicazione pratica, vale a dire, sul campo.