Aeroporti calabresi, botta e risposta Spirlì-Abramo: "Fiducia tradita dai vertici Sacal"
L'ex presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, replica al sindaco di Catanzaro Sergio Abramo in merito alle sue recenti dichiarazioni relative a Sacal, la società che gestisce gli aeroporti calabresi al centro di attenzioni dopo che il neo presidente Occhiuto ha parlato di "strani accordi" per regalarla ai privati (ne abbiamo parlato QUI).
"Circostanze non vere".
"Abramo - scrive Spirlì in una nota - riporta palesemente delle circostanze non vere, perché: il Comune di Catanzaro e la Provincia di Catanzaro hanno scelto di non ricapitalizzare, circostanza che confligge con la sua dichiarazione di ritenere la partecipazione in Sacal strategica per Catanzaro... quale ente ritiene strategica una partecipazione e poi non ricapitalizza? Inoltre, ci si ricordi che Catanzaro ha anche un diritto di nomina di un membro del cda insieme con la Camera di commercio e la Provincia di Catanzaro".
"Impossibile per la Regione l'aumento di capitale".
In secondo luogo, prosegue Spirlì, "la ricostruzione dell'incontro e dell'impegno della Regione ad acquistare le quote non optate da parte del Comune e della Provincia di Catanzaro è una ricostruzione faziosa e inverosimile, anche perché quanto detto è contrario alla legge. Tutti i soci partecipano alla divisione delle azioni non sottoscritte dagli altri soci in un aumento di capitale, pertanto la Regione si sarebbe potuta limitare a sottoscrivere pro-quota le azioni non optate dagli altri soci. Poi, Abramo strumentalizza la mancata sottoscrizione delle azioni non optate nella seconda e terza tranche dell'aumento di capitale da parte della Regione, ma dimentica di ricordare come tale mancata sottoscrizione non sia dipesa dalla decisione dell'organo politico, come per il Comune di Catanzaro a guida Abramo, ma per l'indizione delle elezioni nell'agosto 2021, che ha determinato l'impossibilità per legge di convocare il Consiglio regionale nei 45 giorni antecedenti alle elezioni, circostanza che ha reso impossibile seguire l'aumento di capitale per l'ente regionale. Non si tratta di alcuna mancanza di volontà o incapacità, ma di un evento che ha reso impossibile per la Regione seguire l'aumento di capitale. Nota a latere: anche l'ipotesi di acquistare le quote di Catanzaro è inverosimile, nessun socio può acquistare le azioni di un altro socio senza che scatti il diritto di prelazione per tutti i soci, compresi quelli privati".
L'accusa ai Comuni.
"La scure della Corte dei conti - il terzo punto dell'ex facente funzioni - è diventata ormai il passepartout delle scuse degli enti locali, anche se nel caso di specie il problema, semmai ci fosse, è il contrario e lo potrebbero avere proprio gli enti che per scelta non hanno difeso il proprio investimento societario nella Sacal. La circostanza che sottoscrivere le azioni dell'aumento di capitale non sarebbe stato un rischio di danno erariale per gli enti è comprovato dalla scelta fatta dal commissario prefettizio di Lamezia Terme, che anche per soli 150mila euro ha sottoscritto la prima tranche nei limiti delle disponibilità che aveva. Difficile ritenere che vi sia un rischio erariale su una condotta che viene eseguita anche da una commissione prefettizia di nomina statale, peraltro di altissimo standing nazionale (dott. Priolo). Piuttosto, gli enti che non hanno difeso il proprio investimento e hanno permesso poi al socio privato di raggiungere il controllo dell'Assemblea non dovrebbero dormire sonni così tranquilli sotto il punto di vista del danno erariale. Infatti, dice bene Abramo che i Comuni non dovrebbero investire in società che non portino un interesse alle casse comunali. Ma Abramo si è mai chiesto perché un privato sia disponibile a investire oltre 12 milioni di euro in una società, se non ritenesse che possa ricavarne utili? Di quegli stessi utili ne gioveranno gli altri soci e pertanto anche quelli pubblici.
La posizione della Lega e il "tradimento" dei vertici Sacal.
"La Lega, anche attraverso i propri professionisti, ha trasmesso ogni più utile informazione su quanto accaduto al presidente Occhiuto e si è posta al suo fianco da subito per tutelare la posizione della Regione. È chiaro - conclude Spirlì - il riferimento del presidente Occhiuto ai vertici della Sacal che, è giusto dirlo, sono stati nominati dalla Regione e hanno completamente tradito la fiducia data a vantaggio del socio privato una volta compreso che le circostanze avrebbero portato al controllo da parte del privato. Come contestato dal presidente Occhiuto, si tratta di comportamenti contra legem che verranno contestati nelle sedi opportune, riponendo massima fiducia nell'attività di governo regionale che saprà ripristinare legalità e porre al centro della discussione l'unico interesse pubblico che è rappresentato da una gestione efficiente degli aeroporti calabresi".
La replica di Abramo e le "guerre personali".
Nel giro di poche ore è arrivata la replica dello stesso Abramo, scritta premettendo che "non sono assolutamente interessato a innescare guerre personali con Nino Spirlì", anche se "leggo con dispiacere le dichiarazioni rilasciate dall’ex governatore reggente sulla vicenda che coinvolge Sacal". "Quanto da me dichiarato nella giornata di ieri - scrive il sindaco di Catanzaro - corrisponde a quanto accaduto nel corso della riunione svoltasi tempo fa in Cittadella, da me stesso voluta per sventare il rischio che Sacal finisse nelle mani del privato. In quell’occasione, tutti i partecipanti siamo stati tranquillizzati dalle parole rassicuranti dell’ex presidente ff circa la non volontà da parte della Regione di permettere la scalata al privato. La serenità infusa a tutti noi nel corso di quell’incontro, Nino Spirlì l’ha fatta approdare anche in Consiglio regionale, nel corso della seduta del 28 luglio scorso, allorquando dichiarava, come riportato dal Corriere della Calabria in un virgolettato: 'L’iter di approvazione dell’aumento del capitale, così come concordato con i soci di parte privata, che abbiamo avuto modo di incontrare più volte e in più sedi, permetterà di mantenere la maggioranza pubblica del capitale'. A questo punto nessuno poteva immaginare quello che oggi i fatti raccontano".
Le rassicurazioni di Spirlì sul controllo pubblico.
E adesso quindi, secondo Abramo, "Spirlì non può puntare l’indice contro qualcuno e, nello specifico, contro il sottoscritto se rispetto alle sue dichiarazioni, fatte pubblicamente in Consiglio regionale, è avvenuto l’esatto contrario con la maggioranza del capitale che è finita nelle mani del privato. A prescindere dalle sue considerazioni personali su quanto fatto da Comune e Provincia di Catanzaro che rimangono sue e non mi trovano per nulla d’accordo, concludo ribadendo che era impossibile per chiunque percepire il benché minimo problema rispetto al mantenimento pubblico delle quote dopo le rassicurazioni rese pubblicamente da Spirlì. E se ad un certo punto il percorso di serenità tracciato era stato compromesso per qualsivoglia motivo, perché l’ex presidente facente funzioni non ha ritenuto opportuno informarci? Concordo con Spirlì solamente laddove afferma che si ripone piena fiducia nell’attività del governo regionale, che saprà muoversi con la massima competenza come ha già dimostrato in questo avvio di legislatura”.

