Interdittiva per una associazione in Calabria, i presunti legami con la 'Ndrangheta (NOMI)
Il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (Cara) Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto, uno dei maggiori centri per migranti in Europa, è nuovamente coinvolto in sospetti legami con la 'ndrangheta. Questa struttura, como riporta La Repubblica, precedentemente gestita dal clan Arena di Crotone, che controllava l'associazione Misericordia responsabile del centro con il sostegno del governatore Leonardo Sacco e dell'ex parroco Edoardo Scordio (entrambi condannati per associazione mafiosa), sembra ancora essere permeabile agli interessi della mafia.
La Prefettura ha recentemente emesso un'interdittiva antimafia nei confronti dell'associazione Prociv, vincitrice dell'appalto un anno fa e in attesa di sottoscrivere il contratto. L'attenzione degli investigatori, scrive ancora La Repubblica, si è concentrata sui legami familiari e parentali all'interno del direttivo dell'associazione e tra vari soci, i quali sembrano avere numerosi contatti con le famiglie criminali della zona di Crotone. Sebbene il presidente, il vicepresidente e il segretario si siano dimessi di recente, ciò non sembra sufficiente per evitare il rischio di infiltrazioni mafiose.
Particolare attenzione, insiste La Repubblica, è stata posta sulle relazioni della ex presidentessa, Caterina Tambaro di Cutro, nipote acquisita della suocera dell'avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, attivo anche in Emilia. A differenza del parente più noto, l'avvocato non ha condanne legate alla mafia, ma pende su di lui un ricorso presentato dalla procura di Catanzaro riguardo al suo proscioglimento nell'inchiesta Kyterion. Attualmente, è stato condannato a due anni e otto mesi nel procedimento Farma business per il suo coinvolgimento nell'assistenza del clan nella gestione della distribuzione dei farmaci in Calabria. Inoltre, l'ex presidente è anche nipote di Giuseppe Tambaro, deferito per associazione mafiosa.
Sospetti si concentrano anche sull'ex vicepresidente Anselmo Rizzo, non oggetto di indagini nell'inchiesta antimafia Johnny, ma coinvolto nella rivelazione dei legami tra il clan Arena e il Cara attraverso le Misericordie. Sebbene Rizzo ne sia uscito indenne all'epoca, ha ricoperto il ruolo di legale rappresentante dal '96 al '99. Questi sono solo alcuni dei soci che hanno sollevato preoccupazioni nella Prefettura, che ha individuato troppi parenti all'interno dell'associazione con contatti e legami familiari con i clan di Isola o con ambienti della Misericordia durante l'epoca di Sacco.
