OPINIONI | Scuola nel caos, tra Governo assente e mancata assunzione dei precari
Militare in un partito di Governo non significa condividere e sostenere acriticamente qualunque azione e provvedimento che vengono emanati. In questi giorni il Governo Conte ha posto la fiducia in Parlamento, per convertire in legge il “Decreto scuola”, soffocando una discussione interna alla maggioranza e senza mai avere veramente avviato una concertazione coi sindacati di categoria e con le altre parti sociali coinvolte, che non hanno proclamato uno sciopero unitario per la giornata di lunedì 8 giugno. Il Ministero ci ha anche messo del suo per complicare la situazione e gli scenari autunnali e abbiamo più volte visto la ministra e le sue vestali usare toni sprezzanti nei confronti di chi dissente e dei precari.
Mancata stabilizzazione dei precari. I precari non hanno abbastanza titoli e anni di esperienza sul campo per essere stabilizzati in base alle graduatorie esistenti? È stata questa la battaglia di alcuni parlamentari del Partito Democratico, tra cui Matteo Orfini e Francesco Verducci: pochi giorni fa la Commissione Cultura del Senato ha bocciato per un solo voto l’emendamento del senatore Verducci, che prevedeva l’assunzione per titoli e anni di esperienza di diverse ai docenti precari a partire dall’1 settembre, in modo da dare giustizia e il diritto a una progettazione di vita a decine di migliaia di lavoratori e relative famiglie e anche certezza. Dispiace che Liberi e Uguali e una parte del PD abbiano rivisto la loro posizione iniziale di sostegno all’emendamento, in nome di un accordo di maggioranza al ribasso e appiattito sulle posizioni del Movimento 5 Stelle.
Scuola nel caos. A settembre la scuola rischia di piombare in un caos fatto di ricorsi di docenti, di mancanza di personale, di andirivieni di diversi docenti e di alternanza di periodi in classe con periodi passati a casa come in questi tre mesi. Una scuola dimezzata, insomma. Oltre alla dotazione di materiali igienico sanitari e di DPI e al distanziamento fisico, servirebbero provvedimenti quali l’abbassamento del numero minimo di studenti per classe, lavori agli edifici per aumentare e mettere in sicurezza gli ambienti di lavoro e gli spazi e il potenziamento degli organici del personale docente, quantomeno nelle scuole Primaria e dell’Infanzia, e ATA. Niente di tutto questo, che pure è stato responsabilmente e insistentemente proposto dai sindacati in questi mesi, è stato accolto dal Governo.
Adesione allo sciopero. Da docente, iscritto e RSU della Cgil-scuola, aderirò allo sciopero, il cui obiettivo non riguarda solo il personale scolastico e le sue condizioni di lavoro, ma l’intera comunità educante. Apparentemente ci sono altre urgenze cui far fronte, a partire da quelle legate ai pesanti contraccolpi economici e sociali della pandemia; ma il diritto all’istruzione, cui tutti devono poter accedere in condizioni di sicurezza, deve rientrare fra le priorità nelle scelte che Governo e Parlamento assumono.
*Coordinamento cittadino – Partito Democratico Vibo Valentia
