Asp Reggio, Giannetta: "Incomprensibile escludere cure palliative"
"Le cure palliative restano fuori dal piano di assunzione deliberato dalla Commissione Straordinaria dell’Asp di Reggio Calabria". A lanciare l'allarme è il Consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Giannetta, che aggiunge: "Non si comprende la ratio della scelta di escludere l’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative dal piano di potenziamento dell’organico attuato con la delibera del 9 Aprile. Dopo anni di attesa e tagli, lo sblocco delle assunzioni è un fatto certamente importantissimo che segna una svolta nella direzione sperata”.
Bene le assunzioni per 421 unità. "Finalmente - sottolinea Giannetta - in tempi di emergenza sanitaria, stiamo intraprendendo quel percorso di reclutamento, collocamento e organizzazione delle risorse umane che ci consentirà di vedere la luce in fondo al tunnel fatto di carenze ataviche, sottodimensionamenti e turni massacranti cui gli anni di tagli e commissariamento ci hanno costretto. Dispiace, dunque, dovere constatare che nella individuazione delle 421 unità da assumere per l’anno 2020 manchi il riferimento al personale dedicato all’assistenza base e specialistica impiegato nelle cure palliative, in quanto non precedentemente inserito nel piano del fabbisogno del Commissario ad acta".
L'Asp orientata alla privatizzazione dei servizi. "Si tratta - incalza Giannetta - di una mancanza che deve essere colmata con grande senso di responsabilità. L’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative richiedono competenza, continuità, integrazione con gli ospedali quindi modelli gestionali di cui il servizio pubblico deve farsi carico nella programmazione dei propri investimenti. Queste implicano la collaborazione tra specialisti con diverse competenze, proprio per questo si definiscono massima espressione di medicina della complessità, che, occupandosi di persone fragili e clinicamente instabili, richiede una maggiore qualificazione dei servizi e la capacità di operare in una prospettiva unitaria, senza frammentazione. Il piano di investimento di risorse umane dell’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria appare invece orientato alla privatizzazione di tali servizi e ciò, nonostante l’assistenza domiciliare si sia progressivamente ridotta già dalla scorsa estate, sino ad interrompersi completamente”.
Gli operatori si domandano il perché dell'esclusione. “E se la privatizzazione dei livelli di assistenza base potrebbe avere una qualche fondatezza, a determinate condizioni di efficienza e buona gestione dei servizi, per i livelli specialistici - spiega Giannetta - il discorso è completamente diverso e deve prevedere personale opportunamente inserito in equipe multidisciplinari che rispondono compiutamente alle diversificate esigenze dei pazienti. Gli operatori sanitari impegnati in questi delicatissimi servizi si domandano, dunque, il perché della loro esclusione, tenuto conto che proprio sul Sistema sanitario pubblico dovrebbe ricadere la funzione di fare fronte alla così detta medicina di prossimità, uno dei cardini che caratterizzano l’attività sanitaria sul territorio”.
Integrare il piano di assunzione. “Questa esclusione brucia e porta gli operatori sanitari ad invocare la revoca della delibera come strumento risolutivo, ma – sottolinea Giannetta - sarebbe quantomeno auspicabile una misura correttiva integrativa del piano di assunzione che preveda l’integrazione delle figure mediche, infermieristiche e di riabilitazione da utilizzare presso i poliambulatori, a domicilio e per programmi di prevenzione clinica e screening di massa da reclutare già dall’anno in corso”. “Ritengo infine – conclude Giannetta – che il piano delle assunzioni nella sanità dovrebbe integrare quale ulteriore criterio ai fini del potenziamento degli organici la domanda reale dei cittadini-utenti. Un principio da incardinare nel corso di tavoli tecnici concertati ed appositamente convocati. L’ascolto potrebbe ispirare l’azione politica sanitaria e, paradossalmente semplificarla”.
