Corruzione su Tav e A3: ecco chi è l'imprenditore calabrese coinvolto nell'inchiesta (NOME)
Il tratto dell'autostrada interessato è quello tra gli svincoli di Scilla e Campo Calabro. Un appalto milionario che ha previsto la realizzazione di viadotti e gallerie
Si chiama Domenico Gallo l'imprenditore calabrese coinvolto nella maxi-inchiesta coordinata dalla Procura di Roma. Al centro dell'indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e dalla Guardia di finanza di Genova tre grandi opere pubbliche la Tav Milano-Genova, la funivia People Mover di Pisa e il sesto Macrolotto dell'A3 Salerno-Reggio Calabria che riguarda i lavori di ammodernamento del tratto reggino nei pressi di Scilla. Un appalto milionario che ha previsto la realizzazione di gallerie, ponti e viadotti tra gli svincoli di Scilla, Santa Trada, Villa San Giovanni e Campo Calabro.
L'accusa. Secondo gli inquirenti Gallo avrebbe preso appalti milionari grazie ad una sistematica azione corruttiva messa in atto da un'organizzazione della quale l'imprenditore calabrese sarebbe stato "promotore e organizzatore" insieme all’ingegnere Giampiero De Michelis. Insieme a loro, avrebbero lavorato per il medesimo obiettivo altre 9 persone, fra cui anche alcuni funzionari del consorzio Cociv. Nell'inchiesta risultano coinvolte 21 persone e i provvedimenti emessi dal gip di Roma sono stati eseguiti in diverse regioni italiane: Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria. Le accuse, a vario titolo, sono tutte associazione a delinquere, tentata estorsione e corruzione.
L'intercettazione. A spiegare come funzionava il meccanismo, nella ricostruzione dei carabinieri, sono le intercettazioni dei dialoghi dei due principali protagonisti e di altri personaggi coinvolti nell’inchiesta. Come questa dell’aprile 2015, nella quale Gallo dice a un coindagato: "Chi fa il lavoro… la stazione appaltante… i subappaltatori… deve crearsi l’amalgama, mo’ è tutt’uno… Perché se ognuno tira e un altro storce non si va avanti… Quando tu fai un lavoro diventi… parte integrante di quell’azienda là… E devi fare di tutto perché le cose vadano bene… è giusto?". Nel resoconto degli investigatori, poco dopo lo stesso Gallo si stupisce perché l’interlocutore credeva che i controlli sui lavori venissero svolti secondo le regole: "Ah, perché pensavi che erano…". Quello risponde "Io sì", e Gallo chiarisce: "Nooo… non pensare…. Chi pensa male fa peccato ma non sbaglia mai".
Corruzione su Tav e A3: indagate 21 persone. Coinvolto anche imprenditore calabrese
