L'ospedale di Serra San Bruno, aggetto di un continuo depauperamento che va avanti da anni e non accenna a rallentare, è tornato da settimane al centro del dibattito civico. I movimenti "Per Serra Insieme" e "Serra al centro" hanno indetto un'iniziativa pubblica, per sabato prossimo, a tutela del nosocomio. La manifestazione, spiegano gli organizzatori, è aperta al contributo di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti dell'ospedale, per la difesa del quale non vi devono essere primogeniture.

“Serra al Centro” ha chiesto al sindaco, Alfredo Barillari, di convocare un Consiglio Comunale aperto a tutte le forze positive del territorio (sindaci, forze politiche, associazioni, movimenti) e di mettersi alla testa di una protesta forte, intenta a portare avanti le istanze di una comunità troppe volte messa da parte e a difendere un’offerta sanitaria degna di questo nome.

“Per Serra Insieme” ha invitato il primo cittadino a evitare “un continuo polemizzare” e a rendere note “le prospettive che lui pensa possibili per l’ospedale ” e spiegare le conseguenze “rispetto alla scelta, da lui condivisa, di individuare parte dei locali del nosocomio come sede della Casa della Comunità e come nuova sede degli uffici del distretto dell’Asp di Serra”; chiedendo, altresì, spiegazioni sul perché di un repentino cambio di opinione.

"Alle rassicurazioni del sindaco, che consideriamo poco confortanti-hanno affermato dai due movimenti-, ribadiremo nel corso dell'iniziativa che ubicare la Casa della Comunità all’interno della struttura ospedaliera è un errore, nonostante riteniamo la Casa della Comunità un’opportunità, da cogliere, per il territorio. La manifestazione servirà anche a chiedere che nell’imminente piano aziendale, in via di definizione e prossima approvazione, vengano previsti segnali tangibili di riattivazione in termini di servizi e prestazioni sanitarie da erogare, per la tipologia di ospedale che è il San Bruno".

"L’atto aziendale -proseguono i movimenti-non deve essere un mero specchio per le allodole, contenente eventuali promesse generate, magari, dal malessere diffuso che serpeggia tra i cittadini del Comprensorio delle Serre. L’atto aziendale deve essere redatto dopo una reale e concreta valutazione del piano di fabbisogno triennale, prevedendo per il 'San Bruno' personale, attrezzature e strumentazioni necessarie per poter erogare un adeguato livello essenziale dei servizi sanitari, garantendo la sicurezza e l’efficienza per l’utenza e per chi è impegnato a garantirli. Non resteremo indifferenti rispetto alla spoliazione del San Bruno, ci batteremo, se sarà necessario, chiamando tutti i cittadini alla mobilitazione. Siamo certi che i sindaci del comprensorio, a cui riconosciamo grande sensibilità per una tematica così importante, si attiveranno per la loro parte con azioni ed iniziative che vadano nella stessa direzione".