Violenze su Anna Maria Scarfò: Cassazione conferma condanna per don Scordo
Il sacerdote, poi trasferito a Gioia Tauro, per la Suprema Corte ha mentito nel processo al branco che per anni violentò la giovane di San Martino di Taurianova sin dall'età di 13 anni
La sesta sezione della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno (con pena sospesa e non menzione) nei confronti di don Antonio Scordo, l'ex parroco di San Martino di Taurianova accusato di falsa testimonianza. Sentenza definitiva, quindi, per il sacerdote che avrebbe mentito nel processo al branco che stuprò per anni la giovane di Amato di Taurianova, Anna Maria Scarfò. All'inizio dell'anno, la Cassazione ha confermato le condanne sugli aguzzini della giovane.

La Scarfò nel 2010 era stata costretta ad andare a vivere in una località segreta dopo aver denunciato i suoi violentatori. Secondo l’accusa, il sacerdote, nel corso del processo ai violentatori, avrebbe dichiarato il falso su quanto aveva saputo direttamente da Anna Maria Scarfò sulle violenze subite. Don Scordo (in foto a sinistra), era parroco di San Martino di Taurianova quando la ragazza, allora appena tredicenne, si rivolse a lui per chiedergli aiuto. La vicenda aveva suscitato le reazioni di alcuni gruppi di cittadini che avevano protestato anche davanti alla sede della diocesi a Palmi chiedendo al vescovo che rimuovesse il sacerdote che nel frattempo era stato trasferito a Gioia Tauro.

L'avvocato Antonino Napoli, che insieme all'avvocato Guido Contestabile difende il sacerdote, ha comunicato che "nonostante occorra attendere le motivazioni della sentenza della Suprema Corte, avverso la pronuncia della Cassazione la difesa ricorrerà certamente alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo poiché riteniamo che nel processo contro don Antonio siano stati violati i diritti stabiliti dalla Convenzione. Nel presente giudizio, inoltre, riteniamo che siano state violate le norme che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica in quanto il segreto ministeriale, previsto dall'art. 4, n. 4, dell'accordo di Palazzo Madama del 1984, è posto a tutela, non solo del diritto alla riservatezza del confidente di cui si percepisce il segreto, ma anche della dignità del ministero sacerdotale e dell'indipendenza della Chiesa Cattolica quale ordinamento distinto e autonomo rispetto a quello dello Stato. L'incapacità della Corte di Cassazione di cogliere il senso e la portata della disposizione pattizia - conclude l'avvocato Napoli - è stata causa di un'erronea applicazione della normativa sul segreto ministeriale a cui, speriamo, la Corte EDU saprà fornire una definitiva interpretazione sovranazionale vincolante per la magistratura italiana."
Le precedenti condanne definitive. La Suprema Corte ad inizio anno aveva riconosciuto la responsabilità penale di Antonio Cutrupi, Maurizio Hanoman, Giuseppe Chirico, Antonio Cianci (7 anni di reclusione) e Fabio Piccolo (7 anni e 8 mesi). Una storia di violenza e degrado, maturata ormai circa 15 anni fa a San Martino di Taurianova. Il "branco" per anni avrebbe abusato della giovane Anna Maria, usandola persino come merce di scambio. Ma Anna Maria ha trovato la forza di uscire dalla solitudine e denunciare: da quel momento è iniziata una lunghissima battaglia giudiziaria. (g.b.)
