Armi e soldi in casa, restituiti ai coniugi di Stefanaconi i 200mila euro sequestrati
In casa gli hanno trovato di tutto: otto fucili, una mitragliatrice polacca, quattro pistole clandestine, due silenziatori, 500 munizioni ma anche grembiuli e collari massonici e denaro, tanto denaro. Era il due luglio. Da quel giorno un'insospettabile coppia di coniugi residente a Stefanaconi, in provincia di Vibo, è agli arresti. Lui, Davide Pietro Licata, 51 anni, figlio del professore Licata, fondatore dell'Accademia delle belle arti "Fidia" di Stefanaconi, è in carcere; lei, Rossella Marzano, 45 anni, insegnante e appartenente a una delle famiglie più in vista di Vibo, completamente estranea alle dinamiche criminali, è ai domiciliari. Entrambi, a vario titolo, devono rispondere, oltre che di detenzioni di armi clandestine e di ricettazione, anche del reato di riciclaggio.
Il Riesame. Nel corso della perquisizione domiciliare i carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo hanno trovato oltre 200mila euro in contanti e un assegno da 990 euro. Soldi finiti sotto sequestro su richiesta della Procura di Vibo che sospetta l'ipotesi del riciclaggio. Contro questo provvedimento i difensori dei due indagati (gli avvocati Walter Franzè e Domenico Malvaso per Licata; lo stesso Franzè e Francesco Lione per Marzano) hanno fatto ricorso alla sezione del Riesame del Tribunale di Vibo Valentia che, all'esito della camera di consiglio tenutasi nella mattinata di oggi, ha sciolto le riserve annullando il decreto di sequestro e disponendo la restituzione dell'intera somma di denaro sequestrata (pari a quasi 204mila euro) ai due coniugi. Un punto a favore della difesa perché, di fatto, cade una delle accuse, quella di riciclaggio. (mi.fa.)
