Business del sesso a Cosenza, case in affitto alle escort e clienti adescati sul web: quattro arresti
E' sempre il web a indurre in tentazione. L'organizzazione dedita alla prostituzione smantellata stamane dalla Polizia a Cosenza, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla procura cittadina che ha portato all'arresto di 4 persone ed all'emissione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre tre, adescava i clienti su internet, attraverso un sistema ormai consolidato, cioè la prestazione sessuale a pagamento, offerta tramite siti web, mediante annunci di carattere erotico o pornografico, che i provider (prevalentemente "bakekaincontri" e escortitalia") suddividono opportunamente per provincia di inserzione.
Le misure cautelari. Coinvolte donne quasi tutte straniere. Per quattro delle sette persone indagate (tre italiani, una brasiliana, una ecuadoregna e due cittadini rumeni) il gip ha disposto gli arresti domiciliari, per le altre la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ai domiciliari sono finiti A.L., di anni 52, di Zumpano; A.A.S.P.,di anni 43, cittadina brasiliana, residente a Montalto Uffugo; D.B., di anni 42, di Rende; F.C., di anni 45, di Montalto Uffugo; mentre l’obbligo di presentazione è scattato per J.E.H.H., di anni 42, cittadina ecuadoregna, domiciliata a Rende; I.G., di anni 25, cittadino rumeno; D.N.T., di anni 26, cittadino rumeno.
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Business del sesso. Gli annunci propongono incontri sessuali concordati prevalentemente mediante utenze telefoniche cellulari per poi essere consumati in appartamenti appositamente locati dagli inserzionisti. Le fotografie ed i testi contenuti negli annunci sono espliciti e mettono in evidenza corpi nudi e parti intime. In genere l'inserzionista, durante il contatto telefonico, indica all'interlocutore il posto dove raggiungerlo ed il costo della prestazione può variare a seconda delle esigenze del cliente. Il luogo corrisponde solitamente ad un appartamento nel quale esercitano il meretricio uno o più persone. Un vero e proprio "business" che coinvolge sfruttatori, intermediari, proprietari di immobili dati in fitto ed utilizzate come "case chiuse". Nell'organizzazione proliferano infatti figure con compiti di supporto per la buona riuscita degli incontri tra clienti e prostitute da cui traggono un cospicuo vantaggio economico con la consapevolezza che i proventi ottenuti derivano dalla prostituzione.
"Case chiuse". L'attività più remunerativa è quella di chi procura le abitazioni che ospitano gli incontri sessuali. I proprietari degli alloggi, com'è emerso dall'indagine della procura cosentina, non sempre sono a conoscenza di ciò che avviene all'interno delle loro case, perché spesso abitano a diversi chilometri dal luogo in cui, per investimento finanziario, hanno deciso di acquistare gli immobili. In alcuni casi, per gli appartamenti dati in locazione c'è un regolare contratto d'affitto registrato all'Agenzia delle Entrate, talvolta da parte dell'agenzia immobiliare che ne ha curato la stipula o dal padrone dell'appartamento. Gli "affittuari ufficiali", invece, sono dei prestanome, quasi sempre di nazionalità extracomunitaria, anche loro dediti al commercio sessuale, che generalmente si spostano con cadenza settimanale di città in città. Le strutture abitative sono in uso a donne che chiedono di "lavorare" per un determinato periodo in quella precisa località, pagando la somma procapite di 50 euro al giorno a colui che gestisce gli appartamenti.
