Vaccinoterapia infantile, servizio garantito una volta a settimana: disagi a Soriano
Il primo cittadino Papillo lamenta i disagi vissuti per la fruizione del servizio e chiede un intervento dell'Asp, annunciando in caso contrario una protesta
Si vivono disagi all'ospedale di Soriano, per il servizio di vaccinoterapia infantile. A porre il problema è il sindaco di Gerocarne Vitaliano Papillo, il quale lamenta condizioni difficili nella struttura. "Nonostante vi sia una struttura quasi completamente in disuso, il servizio - spiega in una nota - viene espletato in locali angusti la cui sala d’attesa è rappresentata da uno stretto e disagevole corridoio. A ciò si aggiunga che le vaccinazioni vengono somministrate una sola volta a settimana, circostanza che, in aggiunta alle precedenti, crea ulteriori seccature, costringendo le decine di utenti dell’intero comprensorio, neonati, bambini ed adolescenti, a volte anche più di cinquanta contemporaneamente, a fare lunghe ed estenuanti file".
Il primo cittadino, avendo vissuto il disagio in prima persona, avrebbe investito della questione il dg dell'Asp Angela Caligiuri, "ottenendo - sostiene - rassicurazioni su un’immediata risoluzione di una situazione incivile". "A distanza di oltre un mese e mezzo - prosegue - dal mio appello devo constatare che le parole della Caligiuri tali sono rimaste e la situazione non è mutata se non in peggio. Ciò - dice - mi porta ad un’amara constatazione: ancora una volta non si riesce, o non si vuole, mettere la sanità vibonese nelle condizioni di svolgere il ruolo per cui è deputata: fornire servizi efficienti ai cittadini, mettendo il paziente al centro della scena ed evitandogli disagi, soprattutto quando si tratta di problematiche di facile soluzione". Una questione che, secondo Papillo, potrebbe essere risolta con poco e per la quale esprime la disponibilità per una collaborazione con l'Azienda, ma - chiosa - "questa deve essere pronta e propulsiva. Altrimenti non vedo altro modo che contattare i sindaci dei comuni interessati ed attuare con essi forme anche dure di protesta".
