I numeri da bollettino di guerra indicano una riduzione dei lavoratori del pubblico impiego. Negli ultimi anni in Calabria 15mila dipendenti in meno

Sindacati sul piede di guerra. Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato, nel corso di una conferenza stampa indetta sul tema della pubblica amministrazione, una grande mobilitazione che si terrà presumibilmente a maggio e che porterà ad uno sciopero generale dei dipendenti pubblici regionali preceduta da una serie di assemblee sui posti di lavoro.

Galassie pubbliche. I temi di scottante attualità riguardano, in particolare, il pubblico impiego con le Province messe in ginocchio dalla riforma Delrio, le strutture sanitarie non in gradi di erogare servizi per via dell'organico ridotto all'osso e al progressivo smantellamento di numerose sedi istituzionali che segnano un arretramento della presenza del Governo sul territorio con l'immancabile ricaduta occupazionale. "I numeri, intanto, parlano da soli" è stato chiarito nel corso della conferenza stampa dai rappresentanti sindacali. "Negli ultimi anni, in Italia, almeno duecentomila lavoratori in meno nel settore pubblico, e in Calabria una cifra che si attesta intorno ai quindicimila, seppure un dato non certificato perché le stesse amministrazioni pubbliche non lo rendono preciso in un deficit di programmazione e quindi, anche, di trasparenza". Il bilancio è pesante: la sanità il cui commissariamento non ha portato a nessuno dei risultati sperati, la chiusura di tribunali, le corti d’appello che hanno perso il 40% del personale, non solo magistrati ma anche amministrativi e personale di cancelleria, ancora, la chiusura di ben undici uffici dell’agenzia dell’entrate, di undici uffici di giudici di pace, la paventata chiusura delle Camere di commercio, la gravissima vertenza delle province calabresi e dei loro dipendenti.

Settori piegati. "Tanti, troppi i settori piegati, a partire dalla sanità, principale vulnus calabrese, con lavoratori – ha sottolineato il segretario Funzione pubblica Cgil Calabria Alfredo Iorno – non pagati da troppi mesi, nel pubblico così, come nel privato, con i dipendenti delle Province in mobilità, anch’essi non ricevono lo stipendio da diversi mesi, e con un futuro incerto, sempre più numerose le vertenze in corso, con una precarizzazione e una esternalizzazione del pubblico di anno in anno più massiccia".

Giornata di mobilitazione. A tutto ciò si inizierà a rispondere, è stato spiegato, con “una grande giornata di mobilitazione , organizzata unitariamente dai sindacati dei lavoratori pubblici calabresi, per difendere i servizi che la pubblica amministrazione eroga e i diritti dei lavoratori vilipesi dal mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro e soprattutto da risposte inadeguate e inesistenti che non arrivano dalla politica”. (Cz1)

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