Nel processo al clan Patania di Stefanaconi ed al boss Pantaleone Mancuso, la Dda di Catanzaro ha "incassato" 8 condanne all'ergastolo per la faida del Vibonese

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Attende il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte d'Assise (presieduta dal giudice Bravin), il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, al fine di presentare appello avverso le assoluzioni di Giuseppina Iacopetta, 62 anni, vedova del boss Fortunato Patania, ucciso nel settembre 2011, e del figlio Nazzareno Patania, di 43 anni, entrambi difesi dall’avvocato Costantino Casuscelli.

Giuseppina Iacopetta

Per entrambi il pm Camillo Falvo aveva chiesto la condanna all'ergastolo, ritenendoli fra i mandanti dei vari fatti di sangue che hanno caratterizzato dal settembre 2011 al luglio del 2012 lo scontro fra i Patania ed il gruppo di Emilio Bartolotta di Stefanaconi da un lato e quello fra gli stessi Patania ed il clan dei Piscopisani dall'altro. Diversi Gli omicidi contestati nel processo ed in particolare quelli ai danni di Michele Mario Fiorillo (16 settembre 2011 nelle campagne al confine fra Piscopio e Francica), Giuseppe Matina (20 febbraio 2012 a Stefanaconi), Francesco Scrugli (21 marzo 2012 a Vibo Marina), Davide Fortuna (6 luglio 2012 sulla spiaggia di località Pennello a Vibo Marina). Sei invece i tentati omicidi.

Nazzareno Patania

Quelli ai danni di: Rosario Fiorillo (14 dicembre 2011 a Piscopio), Francesco Calafati (21 marzo 2012 a Stefanaconi), Francesco Scrugli (11 febbraio 2012 a Vibo nel quartiere Sant'Aloe a poche centinaia di metri dalla Questura), Rosario Battaglia e Raffaele Moscato ( 21 marzo 2012 a Vibo Marina), Francesco Meddis (26 giugno 2012 a Stefanaconi).

La Corte d'Assise di Catanzaro si è presa 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza. Ma è non è escluso che al termine possa anche chiedere un ulteriore proroga.

Cristian Loielo

Ha invece retto l'impianto accusatorio in relazione alle posizioni degli imputati:  Saverio, Salvatore e Giuseppe Patania, di 40, 38 e 36 anni, tutti di Stefanaconi, figlio del defunto boss Fortunato e di Giuseppina Iacopetta, nonchè fratelli di Nazzareno Patania. Tali imputati sono stati tutti condannati all'ergastolo al pari di: Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, 55 anni, di Nicotera Marina, esponente di spicco dell’omonimo clan; Cristian Loielo, 25 anni, di Sant’Angelo di Gerocarne (Vv);

Francesco Lopreiato

Salvatore Callea, 49 anni, di Oppido Mamertina (Rc); Francesco Lopreiato, 30 anni, di San Gregorio d’Ippona; Giuseppe Comito, 40 anni, di Vibo Marina. Cosimo Caglioti, di 28 anni, di Sant’Angelo di Gerocarne (Vv) è stato invece condannato a 30 anni di carcere. Il Pm Camillo Falvo dovrà inoltre determinarsi per il reato di falsa testimonianza a carico di Attilio Costa, Davide Sestito e Nicola Conocchiella, avendo la Corte d'Assise di Catanzaro - con il dispositivo di sentenza - ordinato la trasmissione degli atti al Pm per le determinazioni di competenza.

Pantaleone Mancuso

patania ergastoli

Cosimo Caglioti

Salvatore Callea

 

 

 

 

 

 

 

 

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